Il suo umile perdono.

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Leggo i pensieri,

 che cavalcano il tempo,

e mi accorgo,

che qualcosa mi sfugge,

non ho il senso della realtà,

ma ho quello della verità.

Rubo, di ognuno, una parte dolorosa,

che stranamente non è il rimpianto,

ma il ricordo di un vissuto,

che cerco nelle luci della notte,

tra le stelle che illuminano,

questo immenso deserto,

che sono gli animi, di chi soffre,

nel silenzio della loro, voluta, oscurità,

di crede nell’amore,

vive per l’amore,

ma sogna quest’amore.

La vita ci condanna,

a pagare per le nostre scelte,

a rimpiangere, i nostri errori,

aspettare, il perdono, di chi mal gestisce,

la sua libertà, nel giudicare,

chi ha il solo torto, di amare.

Io non ho il potere, del giudizio,

e non mi asserto, quello della condanna.

Chi è facile al giudizio e alla condanna,

non ha ragioni dell’anima,

che governano le sue scelte,

ma solo, la presunzione di essere.

Ho conosciuto il dolore,

e assaporato il calore, di una carezza,

desiderato, le tenerezze,

che dai bambino mai ho ricevuto,

ma sempre, ho mendicato.

Ora sono cresciuto,

il bambino non è morto,

ma non vive più,

di dolcezze desiderate,

anche se ancora le cerca,

tra la folla di esseri,

che a parole gli dicono,

ti voglio bene, ma nella realtà,

ancora non ho capito,

 l’origine della loro viltà.

Si giudica e si condanna,

senza processo, e affermazioni,

della verità,

 come monito,di sincerità.

 Guardo le stelle,

aspetto che si spengono,

al chiarore dell’alba,

una nuova vita, un uomo nuovo,

lentamente sorge, e fa suo il calore,

dei primi tiepidi raggi di sole.

La vita continua, la mia sincerità resta,

la sua mediocrità, lentamente l’ucciderà,

e quando avrà ragione dei suoi errori,

sarà inutile chiedere il mio perdono,

io lo concedo senza richiesta,

io non sono padrone, delle sue gesta.

Ti chiedo solo di non cercare,

chi ti ha saputo dare,

pace, serenità, tranquillità,

chi ti ha insegnato,

il significato, della parola amare,

chi ti ha fatto conoscere l’amore

perché avrai perso il tempo ultimo,

per vivere un emozione,

non legata, ne relegata al tempo …

tardi per il tuo pentimento.

Saggio è colui,

che non si concede all’ira,

ma ti lascia,

come resa, del tuo operato,

il suo umile perdono.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

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L’alba di un nuovo giorno.

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Cammino lentamente,

a che serve correre,

nessuno mi aspetta.

Alla fine di questa strada,

so già cosa troverò … non la temo.

Ti lancio un messaggio

attraverso le parole,

 che concedo al vento,

che spira in ogni direzione.

Se tu esisti e mi ascolti,

ricordati che amare è vivere,

se la mia vita ha un senso,

staccala dalla sua verità,

 e legala a una bugia,

pur di donargli la serenità.

Ho rubato lo spazio,

 del mio esser solo,

una scelta voluta non cercata,

anche se non desiderata,

relegato nel mio guscio,

ascolto il fruscio del vento,

raccolgo le voci del silenzio,

scruto le luci della notte,

 e m’innamoro dell’alba,

perché è la speranza,

di un mutamento.

Questo non mi aiuta a cambiare,

ma aiuta a sperare,

che una forza nuova, possa un dì,

coinvolgermi e far rinascere,

quello che lentamente,

sto sopprimendo dentro di me.

Io non posso amare

chi non accetta la mia verità,

ma sono ancora destinato a vivere,

non credo che rinascere,

possa regalarci l’emozioni

perse e non vissute.

La fine della vita non è mai

l’alba di un nuovo giorno.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Vittima della sua sincerità.

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Rivolgo, i miei occhi al cielo,

quando, il vento spira e si diverte,

a disegnare con le nuvole,

fantastiche, immagini.

Allora mi soffermo, per un attimo,

a pensare, che sto guardando la vita,

che si diverte ad erigere,

nuove storie per regalarmi,

nuove emozioni, per liberarmi,

da quel sopore, che mi ha avvolto a se,

non senza nessun perché.

Ho scelto io,

di chiudere le porte, della mia anima,

a nuovi amori, a nuove emozioni,

ho scelto io, di scivolare nell’apatia,

ho scelto io, di lasciar morire,

la parte più bella di me.

Volare, è il senso di libertà,

spaziare, per poter ammirare,

cosa vive attorno a me,

ma tutto questo,

 ferisce il mio Se.

Ho scelto di non amare,

ho scelto di non vivere,

ho scelto di soffrire in silenzio,

non per il mio vissuto,

che non è più un tormento,

ma per una realtà,

troppo bella alla mia età.

Vorrei poter dire a tutti,

quello che sento dentro di me,

ma voglio godere,

dei loro sorrisi, attorno a me.

Ecco perché, ho scelto di morire,

nel mio silenzio, per non turbare il vivere,

di chi mi ha scelto come amico,

di chi mi ha scelto come confidente,

di chi mi ha regalato la sua fiducia.

E non me ne voglia … colei,

 cui, ho rifiutato d’amare …

io non so mentire, ai sentimenti,

e non posso amare, con pentimenti.

L’amore per essere vissuto e goduto,

deve riconoscere, due anime,

libere nel dare, e serene nel ricevere,

non c’è spazio, per chi porta dentro di se,

il tormento di una vita spesa,

all’inutile ricerca di una donna,

che non potrà mai amare,

perché non è libero di dare,

un senso alla sua vita,

vittima, della sua sincerità.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Ormai schiavi della loro realtà.

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Un tuffo nel vissuto, mai goduto,

un attimo in cui, qualcuno ha sperato,

che perdersi,  equivale a ritrovarsi,

ma purtroppo non è così.

A noi umani,

non ci è dato rivivere il perduto,

non l’abbiamo capito,

non l’abbiamo meritato,

e giustamente perduto.

A noi umani ci è dato vivere,

dei ricordi del passato,

quando da essi,

 non abbiamo tratto la verità,

cui oggi ci condanna la realtà.

Tutto può essere ribaltato …

vero, ma tutto ha un suo prezzo,

che non sempre,

ne giustifica, la scelta e l’operato.

Ognuno ha dato, della sua vita un tratto,

ognuno ha vissuto il suo misfatto,

ognuno sa cosa nasconde la verità.

Amare è sempre il piacere di dare,

mentre vivere è quello di gustare,

ma non per me, che amo,

regalando la mia anima,

in cambio dell’incomprensione,

linciaggio morale e delusione.

La mia vita è la mia condanna,

e non voglio trascinare nessuno,

nel baratro della mia esistenza.

Il sole sorge all’alba, la luna la sera,

il ciclo della vita è questa,

perenne altalena …

per pochi la notte è sovrana,

e fra i pochi ci siamo noi due,

anime inebriate dall’illusione,

che ritrovarsi, possa significare ,

rivivere emozioni mai godute,

per le scelte, non da me … volute.

Se un dì, ho vagato e cercato,

il calore di un corpo,

che poi si è rivelato vuoto,

inutile, stupido,

anche se nel tempo ha capito,

nulla è mutato.

Il suo errore più grande,

è stato perdermi, non cedermi.

Il tuo errore è parziale e surreale,

dovevi liberarti del giogo familiare,

e respingere, quello che loro,

investono in valore,

non definendolo,

col suo giusto nome … timore.

Alla fine, è stato solo un ricatto morale,

dove chi ha pagato,

per le loro assurde scelte,

sono due anime pentite, della loro verità,

ormai schiavi della loro realtà.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Amicizia.

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Qualcuno ha detto,

 che questo sentimento,

ha un significato … ambiguo,

peccato, perché invece è speciale.

La gioia e la tristezza,

la felicità e la serenità,

sembrano, due sentimenti divisi,

ma sono unici, perché in simbiosi.

L’amicizia poi, racchiude in se,

tutti i sentimenti,

che l’animo umano può generare.

È difficile da capire,

per chi non può, per sua fortuna,

leggere nell’umano animo.

Come si può sperare,

che l’essere in cui viviamo,

incapace d’esprimere, ciò che sente,

ma solo di vedere, l’inesistente,

possa alla fine capire,

che questo sentimento,

è più grande della realtà,

 in cui ognuno … s’illude di vivere!

Tratta dalla mia raccolta ” Parole su un letto di pensieri” del 2011

Published in: on 1 febbraio 2013 at 15:51  Comments (4)  
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