Umiltà.

download

Quando ero piccolo, dovevo piangere,

per farmi comprendere,

perché non sapevo ancora parlare,

crescendo, ho associato,

 le lacrime al dolore, delle prime cadute,

del primo ceffone, delle prime paure.

Crescendo, ancora, le lacrime,

 hanno segnato, le mie prime delusioni,

delle mancate effusioni.

Il tempo, non è un balsamo del dolore,

perché quando ho conosciuto l’amore,

 si è associato al colore,

del mio mondo affettivo,

già turbato, nella sua introspettiva,

da una realtà, che non riconoscevo mia,

che mi ha condannato, a una ricerca affannosa,

di una società mai vissuta,

se non nello sguardo incredulo,

dell’altrui visione,

oppure nella mia fantastica … illusione.

Ora ho smesso di sognare,

ma non ho smesso di amare,

vorrei vivere la vita,

come una goccia di purezza,

che travalica i confini dell’anima,

per adagiarsi sul tuo viso,

ne sublima i contorni,

ne segna la traccia,

 rimarcandone la faccia.

Io non godo, del dolore altrui,

non amo, l’amore senza fine,

amo il tempo infinito,

padrone del mio destino,

scomposto in mille gocce,

che si ricompongono, in un grande lago,

che qualcuno non sa descrivere,

ma io ne conosco, la profondità.

Quel lago ha una sede,

quell’acqua, ha un suo potere,

nasce dalle tante lacrime versate,

fonte di dissacrazioni, della realtà,

per dare un nome, alla mia identità,

quel nome, che racchiudo in me,

letto da pochi e schivato da tanti,

 si chiama umiltà.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Annunci

Nella danza dell’amore.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Cercami, quando il silenzio,

ti stringerà a se,

quando il respiro, ti si fermerà,

quando la vita, sembrerà abbandonarti,

come l’acqua, che  abbandona la sorgente,

per donare la vita,

alle terre aride di amore,

dove, il piacere soccombe,

al grido del suo dolore.

Ora le mie mani, scivolano nei tuoi capelli,

stringendo, la tua nuca al mio corpo,

avido dei tuoi baci,

miscellanea di amore e vita,

sino alla fonte dell’alta voluttà,

dove abilmente, dai libero spazio,

al tuo desiderio, e fai della tua bocca,

il più bel peccato, del piacere.

Allora, io solleverò, con le mie mani,

il tuo capo, dal fiero dono,

e cercherò, i limiti delle tue labbra,

rimarcandone il dolce tragitto,

 e la sottile sofficità, per poi gustare,

il mix di umori, che riservi al mio piacere.

Lascio le mani libere,

di carezzare, il tuo bel viso,

cercando gli spunti, di maggior rilievo,

mentre, lentamente scivolano,

 a un millimetro della tua pelle,

provocandone, fremiti di piacere,

senza far ardere, la tua passione,

ma solo per stimolare, le tue emozioni,

e vivono, il tuo corpo, in ogni punto,

senza trascurare anfratti,

e fonte della vita,

sin quando non sentirò,

il tuo monte, dedicato alla dea dell’amore,

premere verso il mio,

per gustare, gli attimi di vero amore,

che congiunge e coniuga,

per poi amplificare, la gioia del dare,

il piacere del ricevere, nella danza dell’amore.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

L’amore agognato.

coppiaazzurrasole

Vago, nella notte del mio tempo,

combattendo il mio tormento,

la terra trema e l’aria si riscalda,

mentre la primavera, si attarda,

fremono gli animi,

ai primi tiepidi raggi di sole,

sono le prime note della vita,

i primi cenni dell’amore,

di quel fievole calore,

 che ti carezza il viso,

quando ti adagi al suo sorriso.

Mi fermo e ti osservo,

lo faccio da lontano,

anche se vorrei, tenerti per mano,

e condurre, la tua, insieme alla mia,

alla scoperta di nuove emozioni,

dai soavi sapori.

Unici i colori dell’amore,

difficile, dire quale, ma a mio dire,

amare e come respirare, vivere,

sorridere, gioire, fremere, eccitare,

volere e dare, carezze e tenerezze.

Baci e mani che si cercano nell’aria,

mentre i cuori ,corrono al galoppo,

 di chi si prepara alla lotta,

non per la ricerca del piacere,

ma del godere nel dare,

dell’amore, il suo colore.

Soffermo, per un istante,

il mio sguardo, sul tuo angelico viso,

mi sorge lesta una domanda,

mi hai rubato, l’anima per la vita,

mi hai portato, a un passo dal peccato,

mi hai donato, l’accesso al proibito,

se tu non sei, quanto ho desiderato …

chi sei tu, se non l’amore agognato.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Solo un amore sa dare!

pioggia1

Viaggio silente,

 con passo andante,

non mi curo di quanto mi copre,

non osservo quello che scopro,

vago per la mia strada,

avanti a me c’è qualcosa che mi attrae.

Io non conosco il mio domani,

di lui non so nulla,

se non dove mi porterà,

ma cosa vale un esistenza, spesa nell’attesa,

se quando puoi, non godi la verità.

Certo, un immagine di felicità,

non è la mia serenità,

ecco perchè fuggo da queste foto,

di una vita chiusa, fra quattro mura,

dove piacere e mugolii,

fanno rime  improprie e non mie …

io sono innamorato dell’amore,

e vivo per il suo ardore,

non certo per i ritagli del tempo,

dedicati al tempio del piacere,

inneggiante, nell’amplesso,

all’inno di eros …

L’amore è il senso unico,

 di cui voglio godere e vivere,

le ultime tappe della mia vita,

forse il mio, resta un sogno,

che si rispecchia in una sua realtà,

che guarda scorrere e avanti non va,

mentre la pioggia, mi bagna le membra,

e io le offro la mia anima

e il mio corpo da vivere,

a patto che chi lo faccia,

sia con il calore e il tepore,

che solo un amore sa dare!

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

La fine dell’amore.

 

 tristezza

Io rifletto il tuo pensiero,

e vivo, pensando,

a quello che non riesco vivere.

Ascolto le sue urla e

stringo, il mio dolore,

nella morsa dell’orrore.

Mentre cammino mi fermo e

mi volgo, cercando l’orizzonte,

che sfugge al mio sguardo,

allungandosi sempre più,

acuendo così,  la mia sofferenza,

che non vede la fine di tale penitenza.

Ti accorgi dei valori e li distingui,

dagli amori, solo quando,

hai maturato, della vita,

le pieghe, dove si vive il dolore.

Ti culli nei ricordi, sperando che …

essi risollevino, la parte di te,

che giace in caduta libera,

di fronte, ai tuoi tanti perché.

Le risposte,

sono la conseguenza, di una domanda,

anche se spesso,

 non è quella che speravamo.

Allora non ci resta,

che smettere, di vivere di ricordi,

affrontare la realtà, senza rinnegarla,

e scegliere la verità, come forma di repulsione,

nei confronti della viltà,

nel rinnegare la sincerità,

di chi professa i suoi sentimenti,

con estrema libertà,

non essendo, ne giudice, ne fautore di libertà.

La libertà, fantasticamente, ha ali proprie,

ma il vero, non asserti al dovere,

di vivere senza chiedere.

Colui, che ama, dona alla sua amata,

e da lei non chiede, se è ricambiato.

Se mendica, le più piccole effusioni,

se mendica le più banali carezze,

si asserti alla bugia mendace,

se colei che ama,

non è d’amor capace,

di donare senza chiedere,

 se non con il piacere di amare,

e condividere l’altrui dolore.

Amare è il verbo della coesione,

non dell’indecisione.

 Amare è l’esercizio della coerenza,

dei sentimenti e non della condanna,

ai mendaci pentimenti,

per non aver osato confessare,

la fine dell’amore.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: