Da soli si teme.

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Se ho voglia, di carezzare il tempo,

non è per trarne, un godimento,

non per rincorrere, il vissuto.

Il passato non è mai, da me temuto,

perché la  vita, la guardo negli occhi,

la speranza, la spiano sulla distanza.

Mentre guardo, le mura,  di questa stanza,

lascio scivolare, le immagini,

rincorro, i ricordi e guardo te,

distesa, accanto a me.

Tu riposi, sul mio petto,

mentre mi sfiori le labbra,

 con un  indice, a mo’ di dispetto.

Ti piace valicare l’accesso,

e farlo sempre più spesso.

La tua pelle, carezza la mia,

le mie mani, cercano le tue,

le nostre labbra, s’incontrano,

giocano e si lanciano,

nell’imperturbabile momento,

che alla fine, condurrà al godimento.

Un giorno, che non ha tempo,

un luogo, che non ha senso,

si ama e si vive, senza un perché,

altrimenti perderemmo, la parte più bella,

cercando le risposte, sotto le stelle,

 a una vita, che  di suo ha tanto,

è a noi, coglierne il ramo,

a noi, gustarne i frutti ,

anche quelli, che non accettano tutti.

La vita, ha le sue pieghe,

la terra, ha i suoi solchi,

 il mare, i suoi anfratti,

il cielo, le sue stelle,

ma avere te, con me,

mi da il senso, che insieme,

la vita si vive,  da soli si teme.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

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Sulle pagine della vita.

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Una pagina bianca, è il foglio della vita,

una carta alquanto strana,

che ti consente, di scrivere e cancellare,

le parole di cui vivi.

La gomma, è fatta dalla tua volontà,

la penna, dalla tua voglia di vivere,

la carta, dai tuoi sogni,

stropicciati dalla realtà,

ripiegati e poi ripresi,

nella speranza, di vederli realizzati.

Questo libro, senza numeri,

ma con tante pagine,

vuole raccontarsi, a chi lo sa leggere,

vuole aprirsi, a chi lo sa apprezzare,

perché non sempre leggere,

ha un suo valore.

Le parole, da tempo sono note,

che trasmettono sensazioni,

adagiate su una sorta, di nuvola bianca.

Esse servono, a descrivere le nostre emozioni,

servono a narrare, le nostre sensazioni,

servono a trasformare, il dolore in amore,

perché non c’è amore, che non nasca dal dolore.

Vuoi tu, la vita viverla, oppure rincorrerla,

attraverso i sogni, le false illusioni,

attraverso il tempo, mendace corruttore,

che cerca di lenire o gioire,

semplicemente aspettando,

che il desiderio sia l’ultimo a fluire.

Il desiderio di vivere, di dare,

quello di amare e ricevere,

è la forza arcana, che stira queste pagine,

che adagia le parole, su queste pagine,

la reale verità, è quella che racchiudiamo,

nella nostra intimità,

dove nessun segreto,

 potrà mai essere violato,

se non saremo noi a sacrificarlo,

 sulle pagine della vita.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

L’essenza del verbo amare.

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Ho chiuso le porte del tempo,

alla mia vita,

che oggi è un tormento,

ho chiuso al piacere,

ogni mio godimento,

non cerco alchimie strane,

non seguo riti pagani, sebbene ateo.

Vago per la mia strada,

rincorro i miei pensieri,

che il vento della realtà,

si diverte a spiazzare, di qua e di la.

Oggi è questa, la mia tormentata vita,

un inutile tempo, dedicato alla ricerca,

una storia, della cui fine sono certo,

una parentesi, che non voglio più aprire,

voglio lasciar fluire, le mie ire.

Vorrei donare il mio tempo,

a chi ne ha esigenza,

il mio sapere, a chi esige di vedere,

ma lasciatemi chiudere,

la porta della mia anima,

all’altrui volere.

Io non amo le illusioni,

sono figlio delle mie decisioni,

io non amo le promesse,

fanno parte delle incertezze,

io amo la lealtà,

figura mitologica, in questa realtà.

Chi crede di cambiare, il mio volere,

non sprechi tempo, con  questo sogno,

agisca per il suo bisogno,

e lasci me, a curare le mie ferite.

La vita è stata amara, con chi come me,

ha regalato a tutti attimi,

di assoluta verità,

armato della sua sola umiltà.

Oggi non chiedo nulla, a nessuno,

ancora sono pronto, a donare e regalare,

e come sempre è stato, nel mio stile,

non chiedere, nessun potere,

perché l’amore è solo,

l’essenza del verbo amare.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Assoluta serenità.

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Cerchiamo sempre lontano,

quello che abbiamo, a portata di mano,

inutile asciugare, le lacrime del vissuto,

assurdo piangere, ciò che si è perduto,

nulla ti è mai regalato,

e nulla ti viene, se perso, ridato.

Allora lascia scivolare,

l’amaro che scorre,

ormai è tardi per recuperare,

vivi della vita, il bello che puoi e vuoi.

Il dolore e la paura, nascono con te,

la solitudine è amica di chi soffre,

piangere sembra uno sfogo,

ma se del vissuto nulla hai imparato,

e il perduto ha assunto l’immagine,

dura, impropria e grave del rimpianto,

 non ti servirà l’incanto,

 a regalarti la verità, della tua realtà.

Tu piangi ma non hai ancora capito,

che chi erra sa,

  quello che ha perso,

sa, quello che non ha dato,

ma non realizza che ormai,

 appartiene al passato,

e ciò che  dalle sue braccia cade,

mai più ti sarà ridato.

Allunga la tua mano verso la mia,

abbracciati alla vita mia,

goditi gli attimi, che la realtà ci regala,

non curarti del giudizio,

di chi gode, dell’altrui infelicità,

e vivi questa parentesi, di assoluta serenità.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

L’amore come fonte di vita reale.

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Vorrei librarmi, in alto insieme a te,

vorrei correre, verso i sogni nati da me,

vorrei respirare, l’aria che tu espiri,

 vorrei  rubare, i tuoi pensieri,

vorrei tutto di te, che mi riporti,

vicino ai sogni nascosti,

dalle ali di un gabbiano,

che  si tendevano, nel planare,

carezzando la schiuma del mare,

prima di catturare, l’ignava preda,

il cui unico errore era,

curiosare la superficie della vita.

Oggi sono qui, seduta sugli scogli,

ammiro il volo, degli uccelli,

ammiro il loro librare, planare,

per poi catturare, chi come me, un tempo,

si era avvicinata a te, solo per capire,

cosa volevano dire,

 quei tuoi tenui e dolci sguardi,

quelle tue carezze, sfiorate,

quelle tue labbra, calde, soavi,

che solevi regalare alle mie,

con i giochi sensuali, di una mano virtuale,

che racchiudevi, fra due schiere di torri,

che lasciavano fluire, con gli umori,

a ogni tuo dire … tutto il tuo candore.

Tu ergevi l’amore, come forma di verità,

perché il tuo verbo è quello di amare,

le anime di chi, come me, vuole spaziare,

alla ricerca del piacere,

che tu mi hai presentato,

quanto dolcemente, hai violato,

il mio intimo candore,

regalandomi estasi,  dell’impero del pudore,

cui ho soggiaciuto, tracciata dal tuo umore.

Attimi di serenità assoluta,

sono stata tua e di te ho goduto,

non l’arte dell’amare con le parole,

ma l’amore, come fonte di vita reale.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

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