La legge 20 febbraio 1958, n. 75

 

 

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Legge Merlini, la senatrice che determinò, la chiusura delle case di tolleranza, per l’apertura alla prostituzione da marciapiede, come a dire aprire una discarica a cielo aperto, alla luce del sole dove si sfugge a ogni controllo sanitario e si assiste all’ascesa delle malattie veneree, sessualmente trasmesse senza considerare che abbiamo offerto, alla delinquenza, una nuova fonte di reddito. Infatti subito dopo si è avuta un’ascesa di tale malattie che oggi sono ancora in salita, forse la sanità consiste solo sul contenimento della spesa qualcuno dimentica che prevenire costa meno del curare, ma che voi che si ricordino di qualcosa, quando il problema non c’è l’anno.Poco importa se la classe medica con relativi collaboratori in alcune sedi ospedaliere, sono costretti a turni massacranti, per i blocchi delle assunzioni e del turnover. Loro l’assistenza  c’è l’anno dentro il transatlantico, quindi sono al coperto.

Grazie con alle discutibili scelte, di una classe politica che non riesce che a lavorare se non sul protagonismo e sui cambiamenti rutinari, senza rispettare il programma elettorale, non a caso le due camere sono sempre presenti e noi italiani, sosteniamo, dei bambini che giocano a fare i politici. Basti pensare che l’abolizione di una delle due camere ci farebbe guadagnare un punto PIL, e risparmiare, a favore del sociale, dove molti anziani devono sopravvivere con 500 euro al mese, dove la povertà sta crescendo in modo esponenziale mentre noi curiamo l’immagine del duce di turno. Mi diceva una carissimo amico, al peggio non c’è mai fine … quanta verità nelle sue parole, come tanta falsità in chi ci rappresenta.

Il piccolo Imperatore ha dimenticato che l’Italia è una repubblica democratica e che il suo autoritarismo, improprio, depone per l’incapacità al dialogo, al confronto. Infatti sarebbe troppo cercare di farli capire che nulla s’impone quando si ha un buon uso della parola e dei contenuti … dimenticavo, per loro è solo un gioco di potere mentre per noi è un bene primario.

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Una cornice vuota.

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Un  vuoto improvviso,

attira la mia attenzione,

rivolge a me tante domande,

 dubbi ed incertezze,

non fanno più parte di me,

 ho relegato la mia vita,

 alla mia anima,

non alle pagine di un libro.

Le parole lasciate al vento,

vanno al suo divertimento,

mentre noi rubiamo il tempo,

alla ricerca di noi stessi.

L’autostima nasce dal bisogno,

 di accettarsi come immagine allo specchio.

Le risposte non sono incorniciate,

che alla propria identità.

Nessun è in grado di sapere,

cosa domani avverrà,

se non una umile attesa,

senza scappare dalla realtà.

Vivo di questi concetti,

amo questo pensiero,

 senza chiedermi mai,

cos’è l’astratta felicità.

La mia mente non ha spazio,

 ne limiti finiti,

resta tale chi si arida,

 nella sua commiserazione,

perché il pensiero,

non si può racchiudere,

in una cornice vuota.

© Copyright 2015 Raffaele Spera. All rights reserved.

Alba

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Buongiorno, quando ti siedi sul tuo balconcino ed ammiri il risveglio della natura, ovvero della vita, che ogni giorno si rinnova, forse inizi a capire il suo valore. Osservare senza commentare per ascoltare quello che ti dice, ti suggerisce, ascoltare i rumori che rompono il silenzio.. una fresca aria che si rinnova, aspiriamola  e daremo un senso a questo momento,senza lasciarci andare ai tanti pensieri che con o senza la nostra attenzione mai muteranno. Le scadenze programmate, sono già tali, la soluzione peggiore per  dannarsi la vita. E attenderle senza gustare il mondo reale, la temuta consideriamola lontana, non favoriamo quest’incontro per una scarica di adrenalina. Raffaele Spera

Published in: on 13 giugno 2015 at 09:57  Comments (3)  
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Nuova struttura del sito

verita

A partire da oggi le mie poesie saranno leggibili, solo acquistando le raccolte ma senza alcuna cadenza leggerete, se e quando volete, recensioni personali d’interesse generale.

Vogliate scusarmi per la scelta, dettata da persone che non hanno sensibilità ma solo la misura del loro Ego.

Raffale Spera

Published in: on 7 giugno 2015 at 02:05  Comments (1)  
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