Intimo paradiso

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Sono qui lontano da te,
che vivo questo silenzio,
in compagnia del mio dolore,
mentre il sapore dei tuoi baci,
ancora mi carezza il cuore.
Il mio sguardo coperto,
dal silenzio del vissuto,
è ormai in balia del tempo,
che non misura la verità,
del mio tormento,
ma scala con avidità,
la vetta insuperabile,
dove il sogno si perde nella realtà.
Notti d’amore ricche d’ardore,
ne conservo i colori,
i sapori, i piaceri goduti.
Le tue carezze,
hanno risvegliato nel mio seno,
la donna che celavo dentro di me.
Ho vissuto l’amore,
un’enfasi senza pari,
ho colto l’audacia della tua fantasia,
e gustato nel seno di questo talamo,
un piacere senza pari.
Ora conservo di te il profumo,
che hai lasciato sulla mia pelle,
che ho sfiorato con le mie avvenenze,
scoprendo la mia resistenza,
che con te,
ha aperto il varco del proibito,
vivendo in nuovo modo,
l’amore disinibito,
senza false remore,
senza costrizioni sociali,
senza muri invalicabili,
solo veli di paure,
scoperti, grazie alla tua bravura.
Hai fatto di me … la tua donna,
hai preso di me … la mia anima,
ma hai fuso insieme,
il nostro futuro,
legandomi a te con un sorriso,
mentre valicavi la soglia,
del mio intimo paradiso.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

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Un attimo vissuto e lasciato al vento

CLESSIDRA

Volano le pagine del mio libro,
la mia penna non scrive più,
la mia mano è stanca,
di lanciare messaggi,
guardo in faccia la realtà,
e realizzo che nulla più, ho da fare,
solo arrendermi ed aspettare,
che l’ultimo granello della clessidra,
raggiunga il suo deserto.
Se ogni granello è un pensiero,
la mia non ne ha più,
esaurendo le speranze,
ho ucciso l’illusione,
quella di un essere,
che gridava al tempo,
tutto il suo tormento,
per non aver mai vissuto,
ma solo offerto all’altrui,
ogni piacimento.
Se vivere è assistere alla propria,
sconfitta morale,
al suicidio dei sentimenti,
non sull’altare dei pentimenti,
ma contro chi non sa capire,
che vivere non è assorgere,
alle prime luci del mattino,
una maschera nuova,
con l’impronta del sorriso.
Vivere è godere ogni attimo,
di compiacersi per la propria realtà,
non sperare che qualcosa accada,
e questo non è segno di viltà,
per chi ha combattuto contro l’ipocrisia,
di coloro che gli sono stati accanto,
solo per soddisfare la loro bramosia.
Vivere è la storia senza tempo,
di chi ha fatto del momento,
un attimo vissuto e lasciato al vento.

Il diritto di vivere

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Io non ti ho mai chiesto nulla,
e mi hai privato dal gustare tutto.
Tu non hai mai conosciuto,
il mio viso ed il mio sorriso,
non hai mai,
sentito il battito del mio cuore,
non hai mai percepito,
il calore del mio corpo,
sentito un mio vagito,
ascoltato una mia parola.
Tu non conoscerai mai,
il colore dei miei occhi,
il piacere di un mio abbraccio,
l’amore che ti voglio,
senza averti ancora visto.
Mi hai privato di un respiro,
di tua una carezza, un tuo bacio,
di una semplice tenerezza,
del sapore del tuo latte,
del calore del tuo seno.
Mi hai tolto l’amore e l’affetto,
due doni che non si mendicano,
e non si acquistano.
Io non ho chiesto di esserci,
ma ero lì pronto a regalarti,
momenti indimenticabili,
che spero vivrai,
perché io non so odiarti,
ma solo amarti,
anche se mi hai tolto,
il regalo più bello,
che mi hai donato.
Io non so se ero lì,
in quel soffice vortice di tepore,
per capriccio o per amore,
io non ho chiesto nulla,
ero solo al buio,
perché ancora non vedevo,
ero solo ma non piangevo,
perché sapevo,
che quel rumore forte che sentivo,
e mi cullava notte e giorno,
era il battito del tuo cuore,
scrigno del tuo amore.
Io di te porto con me questo,
i rumori, le parole che non capivo,
ma percepivo mie,
perché ero dentro di te,
prima che tu,
madre mia, mi negassi …
il diritto di vivere.

 

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

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