Vostra figlia …

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Apro gli occhi alla vita,

scrivo con il mio pensiero,

il mio domani.

Nell’attesa di dare forma,

ai miei sogni.

ascolto in silenzio,

i rumori che pizzicano i miei sensi.

Il buio mi è amico,

il caldo tepore mi culla,

mentre una voce mi chiama,

 e mi racconta di quello che sarò,

vorrei allungare le mie manine,

toccarla, carezzarla,

e dirle …. grazie per quanto  mi hai donato,

ma non so ancora parlare,

grazie per la dolcezza delle tue parole,

grazie per volermi bene senza conoscermi,

so bene di essere parte di te,

so bene che sono il frutto di un amore,

non di una passione,

tienimi fra le braccia per favore,

non dirmi nulla se a volte tremerò,

per strilla senza senso,

tremerò per movimenti bruschi,

tremerò per la paura di qualcosa,

 che ancora non conosco,

sono un anima vestita di carne,

colorata di rosa,

a cui hai dato un nome,

che mi accompagnerà per tutta la vita,

 come spero, la vostra presenza.

Io non chiedo che una briciola di affetto,

un mix di tenerezze,

una carezza d’amore,

io chiedo gesti oltre le parole,

e datemi il piacere di dirvi grazie,

per questo regalo che ha un lungo percorso.

Tenetemi per mano,

ognuno per la propria metà.

Vostra figlia …

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

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Artefice del mio tormento

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Vivere è la sorte di chi nasce,

ma percorrere l’eremo,

è di chi ha voglia di rinascere.

Io non posso lottare contro il tempo,

ma posso evaderlo,

lasciandolo passare senza intaccare,

la parte più bella di me.

La natura mi ha regalato la bellezza,

la vita la saggezza,

se errore c’è stato,

nell’immolarmi per amore,

io non muterò mai il mio ardore,

soffocando quello che mi spinge,

a fare le mie scelte.

Oggi,  dopo l’esito di un deludente vissuto,

raccolgo i resti di un’esistenza,

vissuta nell’ingenuità dei sensi,

dove scrivo a piene mani,

tutto non è ancora perduto.

Ho la forza di chi è stanca,

di commiserare le sue scelte,

giuste o sbagliate,

ormai sono state vissute.

Alzo gli occhi e guardo,

l’orizzonte dove ogni cosa,

 sfuma nel nulla,

la parte più intensa di ogni perché.

Vivere è la mia gioia,

combattere per vivere … la mia vita,

senza la condizione del tempo,

artefice del mio tormento.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

La tua paura di osare per amare

 

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Vorrei ancora credere,

che questa sia la vita,

una scoperta mai realizzata,

nella sua totalità,

perché troppo spesso,

combattuta dalle avversità.

Oggi ancora non credo,

a quel filo immaginario,

che mi tiene sospeso,

tra due mondi in cui non vivo.

Le illusioni che incontro lungo il percorso,

le rifuggo perché ho scelto,

l’amara verità della realtà.

Accettare è difficile,

vivere ancor più,

quando devo realizzare,

 che non ci sei tu.

Hai fatto le tue scelte,

senza valutare il mio dolore,

hai scelto di vivere la tua vita,

lasciandomi morire,

abbracciato all’esistenza,

l’ultimo attimo prima di accettare,

che vivere senza amare,

è la morte dei sentimenti,

la follia dei pentimenti,

la tristezza assoluta,

dove nulla potrà annullare,

le altrui scelte,

dove chi paga …

 è chi subisce senza un perché,

 la tua paura di osare per amare.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved

 

All’insegna del dolore interiore

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Un estate vola via,

e con essa la vita mia,

portando con se,

 qualcosa di me.

Un attimo del tempo,

 una pausa della vita,

il mistero più grande,

di questa realtà infinita.

Cerchiamo risposte,

ai nostri errori,

ma non  poniamo limiti,

ai nostri dolori,

ogni volta che affrontiamo la conoscenza,

schiava della reminiscenza.

Vorrei vivere per amare e gioire,

senza correre fra gli anfratti della falsità,

dove in nome dell’estremo,

tutto ci appare sereno.

Confondiamo il sesso con il piacere,

i sentimenti con gli avvenimenti,

senza gioire della scoperta,

di una nuova storia,

dove la vera gloria,

non è il vivere l’amore senza rigore,

senza progetti e mete,

che ne inficiano il potere,

ma di far rinascere ciò che non muore,

quando una storia si chiude,

all’insegna del  dolore interiore.

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Dove tutto era stato violato

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Quando l’ultimo attimo di vita,

sarà ancora mio,

un pensiero sarà ancora tuo,

sappi che non smetterò di viverti,

sin quando avrò bisogno di te,

che sei il senso dei miei perché.

Vedrò in quell’attimo,

la fuga dei ricordi,

che come onde del mare,

si rincorreranno,

senza un attimo di sosta.

Vivere attimi d’amore,

spoglia la mia anima,

dal nudo dolore,

rincorrendo la meta più ambita.

Scivolano le mie dita,

sulla tua pelle,

alla ricerca di nuove sensazioni,

per regalarti nuovi sospiri.

Scriverò con una penna speciale,

i nomi più belli,

che ti ho donato,

ogni volta in cui ho capito,

che carezzare è il primo modo di amare.

Io non voglio rubare i tuoi sentimenti,

tu non devi vivere di pentimenti,

ogni attimo mio sia tuo,

come le parole che ti rubo,

ogni volta che ti bacio,

sfiorando le tue labbra,

con la mia umida lingua.

Voglio preparare ogni anfratto,

senza renderlo astratto ma reale,

perché l’amore si vive,

 e non si sogna come un bisogno.

Lascia che ti scriva cosa sia amare,

rendendo talamo dell’amore,

ogni luogo in cui siamo liberi di dare,

ognuno quello di cui sa amare.

Il male minore è il colore,

sbiadito dal tempo,

che non attinge più nei sentimenti,

ma nei suoi pentimenti.

Vivimi, senza sosta,

senza aspettare che il tutto,

sia la posta da pagare,

 per rendere unico questo colore,

dove i nostri corpi, fusi in un abbraccio,

si chiudono conoscendo il volere,

di due esseri lasciati e amati,

da una nuova anima,

rinata dalle ceneri del passato,

dove tutto era stato violato.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

Rende vero il sentimento

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Un viaggio senza fine,

inizia quando chiediamo,

alla nostra vita le risposte,

ai tanti perché del vissuto.

Saremmo più sereni,

 se impariamo ad accettare,

che molte risposte farebbero più male,

del silenzio in cui il dolore  vive.

Ogni volta che cerchiamo,

 di dare una risposta alla libertà,

di vivere ed amare,

che prorompente vuole nascere,

dentro di noi,

per ricordarci che siamo ancora vivi,

acutizziamo la nostra sofferenza.

Questo sentimento con mille colori,

che assume di se il voluto,

per cancellare il perduto.

Tra le cose,

 che non potremo mai annullare,

consideriamo i sogni perduti,

i momenti mai vissuti,

il sorriso di un bimbo mai nato,

il desiderio di un giorno diverso,

in cui troviamo la nostra solitudine,

diluita nel nostro pianto,

perché liberarsi del dolore,

è il modo migliore,

per risorgere e rinascere,

ad una nuova storia.

Il passato c’insegna,

la realtà ci consegna,

le verità mai volute,

anche se conosciute.

L’essere umano

 non è nato per compiangersi,

ma per rivolgersi,

a nuove vette, a nuove mete,

se vuole ascendere alla vita.

Io non ho scelto di piangere,

perché il dolore che sempre vive nell’amore,

c’insegna che la sofferenza,

è quel pozzo da cui attingiamo,

nei momenti critici,

quella forza interiore,

misconosciuta ai più,

che sembra mutarci.

Chi crede in se, crede nella vita,

vive nell’amore anche se con dolore,

perché a nessuno è dato di avere,

senza poter donare,

il sapore di un bacio,

che spegne le parole,

e rende vero il sentimento.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

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