Ogni attimo vissuto al presente

 

Ho scelto il silenzio,

quale compagnia della mia vita,

ho scelto chi non ti lascia, non ti abbandona

chi affronta con te, le tue paure

chi non giudica e non critica

ma osserva senza replicare.

Imparo ogni giorno dal mio Io interiore

a vivere la mia vita inorridita

davanti alle molteplici assurdità.

Un giorno sarò un lontano ricordo

e chi mi vivrà amerà il mio ricordo

come il suo presente.

Quando questo accadrà

vorrà dire che non sono vissuto invano

a qualcuno ho insegnato

che il tempo paga per le tue battaglie,

quelle combattute con coraggio

senza far ricorso mai alle bugie,

o alle maschere sul viso,

quelle vissute in nome dei tuoi principi,

quelle in cui il tuo vessillo

sono stati i tuoi ideali.

I tuoi figli neanche lasceranno un fiore

sulla terra che copre il tuo corpo

racchiuso in un legno destinato a marcire

perché come sempre hai detto …

siamo nati per morire

vivere è un lusso per pochi

ed io non sono mai stato fra questi.

Vivere è emozionarsi

davanti alla tenerezza,

piangere senza capirne il motivo

asciugare quella goccia di umido dolore

che è sgorgata all’improvviso

osservando l’alba di un nuovo giorno

come se quello fosse

il tuo ultimo sentimento

non conoscerai più  il calore del suo corpo,

il battito del suo cuore,

il tempo dedicato a dirle amore.

Vive e vivrà ancora con te

la voglia di gridare a questo mondo

di stupidi ignavi,

amatevi come se fosse la prima volta,

non temete il buio anche se amate la luce,

nulla è per sempre

ma solo ogni attimo vissuto al presente.

 

© Copyright 2018 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

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Amare!

 

Vorrei incontrarti

perché ho qualcosa da dirti,

ho provato a sussurrarlo al vento

ma si è perso in un tormento,

l’ho gridato in un attimo di sgomento

ma dopo un gemito si è spento,

voglio dirtelo guardando

il contorni del tuo viso,

il colore dei tuoi occhi,

ascoltando il suono delle tue parole,

carezzando i limiti delle tue labbra.

Vorrei parlarti di uno strano turbamento

che mi pervade ogni istante

che penso a te.

Io non voglio dargli un nome

voglio goderlo così, senza dannarmi.

Una storia vive di se

quando non siamo alla ricerca

di calore ma solo di tepore

che solo un verbo può dare …

Amare!

 

© Copyright 2018 Raffaele Spera. All rights reserved.

Published in: on 24 febbraio 2018 at 12:36  Comments (1)  
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Quanto abbiamo a portata di mano.

Immagino di averti qui

mentro osservo il mio domani,

può un fiume senza delta

rincorrere il mare …

non credo per questo ti sussurro

non aspettare quel domani

vivere è semplice,

amare se stessi non è difficile

impara a respingere le apparenze

le parole sono parte di un espressione

ma il vero significato

resta sempre l’azione.

Il sole irradia calore,

la luna candore,

il tempo grigiore,

tanti colori, tanti sapori,

tutto è diverso in ogni momento

restare chi sei è puro ardimento.

Tu sei quell’immagine surreale

che vive una sua realtà in comproprietà,

tu sei mia ogni notte

quando la coscienza

abbandona il posto alla mia fantasia

e sono libero di stringerti a me

e condurti in quel mondo che nome non ha.

Qualcuno lo definisce incanto,

io lo chiamo la porta accanto

perché spesso cerchiamo

nel posto sbagliato

quanto abbiamo a portata di mano

 

© Copyright 2018 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

 

 

 

 

 

 

La sua identità

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Sospeso, come una piuma,

in balia del vento,

mentre un sottile legame,

ancora ci unisce alla vita,

questa l’immagine indefinita,

di quello che viviamo,

nel nostro mondo,

lontano dai sogni e dalla realtà.

Siamo nati senza viltà,

legati alla vita attraverso un cordone …

ci ha nutrito e carezzato,

una sorta di protezione,

avvolti da un tiepido calore,

dove navigavano i nostri umori.

La vita ci ha spinto nella vita,

la luce ha violato,

le nostre tenebre,

ormai soli ed in balia del tempo,

scandivamo i nostri passi,

tra un vagito ed un godimento.

Una sorta di forza ci spinto lontano,

 ma solo per un attimo,

il profumo di lei,

la nostra prima carezza,

dalle sue mani,

poi il sapore del suo calore,

hanno invaso la nostra bocca,

saziando il nostro dolore,

con il piacere di un gusto,

 mai conosciuto ma riconosciuto,

dalla vita che ci ha separato,

 da un grembo morbido,

e privo di tormento,

in un mondo nuovo,

dove se non chiedi non hai,

se non conquisti fai parte,

di coloro che appartengono,

al passato cui restano legati,

perché chi non ha,

 il coraggio delle sue scelte,

non miete vittime,

è vittima di se stesso,

delle sue paure, delle sue angosce,

delle sue incertezze.

La vita appartiene a chi non gioca,

con i sentimenti altrui,

ma combatte per la sua identità.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

Il diritto di vivere

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Io non ti ho mai chiesto nulla,
e mi hai privato dal gustare tutto.
Tu non hai mai conosciuto,
il mio viso ed il mio sorriso,
non hai mai,
sentito il battito del mio cuore,
non hai mai percepito,
il calore del mio corpo,
sentito un mio vagito,
ascoltato una mia parola.
Tu non conoscerai mai,
il colore dei miei occhi,
il piacere di un mio abbraccio,
l’amore che ti voglio,
senza averti ancora visto.
Mi hai privato di un respiro,
di tua una carezza, un tuo bacio,
di una semplice tenerezza,
del sapore del tuo latte,
del calore del tuo seno.
Mi hai tolto l’amore e l’affetto,
due doni che non si mendicano,
e non si acquistano.
Io non ho chiesto di esserci,
ma ero lì pronto a regalarti,
momenti indimenticabili,
che spero vivrai,
perché io non so odiarti,
ma solo amarti,
anche se mi hai tolto,
il regalo più bello,
che mi hai donato.
Io non so se ero lì,
in quel soffice vortice di tepore,
per capriccio o per amore,
io non ho chiesto nulla,
ero solo al buio,
perché ancora non vedevo,
ero solo ma non piangevo,
perché sapevo,
che quel rumore forte che sentivo,
e mi cullava notte e giorno,
era il battito del tuo cuore,
scrigno del tuo amore.
Io di te porto con me questo,
i rumori, le parole che non capivo,
ma percepivo mie,
perché ero dentro di te,
prima che tu,
madre mia, mi negassi …
il diritto di vivere.

 

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

Solo un amore sa dare!

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Viaggio silente,

 con passo andante,

non mi curo di quanto mi copre,

non osservo quello che scopro,

vago per la mia strada,

avanti a me c’è qualcosa che mi attrae.

Io non conosco il mio domani,

di lui non so nulla,

se non dove mi porterà,

ma cosa vale un esistenza, spesa nell’attesa,

se quando puoi, non godi la verità.

Certo, un immagine di felicità,

non è la mia serenità,

ecco perchè fuggo da queste foto,

di una vita chiusa, fra quattro mura,

dove piacere e mugolii,

fanno rime  improprie e non mie …

io sono innamorato dell’amore,

e vivo per il suo ardore,

non certo per i ritagli del tempo,

dedicati al tempio del piacere,

inneggiante, nell’amplesso,

all’inno di eros …

L’amore è il senso unico,

 di cui voglio godere e vivere,

le ultime tappe della mia vita,

forse il mio, resta un sogno,

che si rispecchia in una sua realtà,

che guarda scorrere e avanti non va,

mentre la pioggia, mi bagna le membra,

e io le offro la mia anima

e il mio corpo da vivere,

a patto che chi lo faccia,

sia con il calore e il tepore,

che solo un amore sa dare!

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Il suo umile perdono.

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Leggo i pensieri,

 che cavalcano il tempo,

e mi accorgo,

che qualcosa mi sfugge,

non ho il senso della realtà,

ma ho quello della verità.

Rubo, di ognuno, una parte dolorosa,

che stranamente non è il rimpianto,

ma il ricordo di un vissuto,

che cerco nelle luci della notte,

tra le stelle che illuminano,

questo immenso deserto,

che sono gli animi, di chi soffre,

nel silenzio della loro, voluta, oscurità,

di crede nell’amore,

vive per l’amore,

ma sogna quest’amore.

La vita ci condanna,

a pagare per le nostre scelte,

a rimpiangere, i nostri errori,

aspettare, il perdono, di chi mal gestisce,

la sua libertà, nel giudicare,

chi ha il solo torto, di amare.

Io non ho il potere, del giudizio,

e non mi asserto, quello della condanna.

Chi è facile al giudizio e alla condanna,

non ha ragioni dell’anima,

che governano le sue scelte,

ma solo, la presunzione di essere.

Ho conosciuto il dolore,

e assaporato il calore, di una carezza,

desiderato, le tenerezze,

che dai bambino mai ho ricevuto,

ma sempre, ho mendicato.

Ora sono cresciuto,

il bambino non è morto,

ma non vive più,

di dolcezze desiderate,

anche se ancora le cerca,

tra la folla di esseri,

che a parole gli dicono,

ti voglio bene, ma nella realtà,

ancora non ho capito,

 l’origine della loro viltà.

Si giudica e si condanna,

senza processo, e affermazioni,

della verità,

 come monito,di sincerità.

 Guardo le stelle,

aspetto che si spengono,

al chiarore dell’alba,

una nuova vita, un uomo nuovo,

lentamente sorge, e fa suo il calore,

dei primi tiepidi raggi di sole.

La vita continua, la mia sincerità resta,

la sua mediocrità, lentamente l’ucciderà,

e quando avrà ragione dei suoi errori,

sarà inutile chiedere il mio perdono,

io lo concedo senza richiesta,

io non sono padrone, delle sue gesta.

Ti chiedo solo di non cercare,

chi ti ha saputo dare,

pace, serenità, tranquillità,

chi ti ha insegnato,

il significato, della parola amare,

chi ti ha fatto conoscere l’amore

perché avrai perso il tempo ultimo,

per vivere un emozione,

non legata, ne relegata al tempo …

tardi per il tuo pentimento.

Saggio è colui,

che non si concede all’ira,

ma ti lascia,

come resa, del tuo operato,

il suo umile perdono.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Per non farci più soffrire, del nostro vissuto.

 

Ho sempre creduto che un volo,

 finisse con una planata,

e che ogni onda, carezzasse un lido …

poi ho scoperto che si può cadere e soffrire,

e che lo scoglio è l’immagine di uno sbaglio.

Infine ti resta un vissuto doloroso,

e il colore dell’amore, che non c’è più.

Sogni vissuti ma persi nel gioco dei sensi,

dove una triste realtà,

ha trasformato il tutto, in una brutta verità.

A me restano, il sapore

di un liquido citrino, salmastre,

che bagna le mie labbra,

ogni volta che bacio il ricordo.

Il vuoto, che riempie

i miei inutili abbracci,

e il senso di solitudine,

che mi avvolge

ogni volta, che apro lo scrigno dei miei segreti,

nascosti sotto un velo di dolcezza,

perché non si può annullare,

una parte della nostra vita vissuta,

nel paradiso dei sentimenti,

nascondendo la nostra anima dietro,

al sospiro delle parole

che cercano di spingere, i ricordi nel passato,

 per non farci più soffrire, del nostro vissuto.

© Copyright 2012 Raffaele Spera. All rights reserved.

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