Mi ha rubato tutto

 

Volo lontano dove osano i pensieri

e faccio spazio ai miei desideri

voglio vagare e lasciarmi andare

oltre i limiti definiti dai rigori.

Sento la vita che bussa a me

incurante delle mura

vado incontro e affronto,

le dico tu non sei il mio mondo.

Alzo gli occhi e mi guardo intorno

ma nulla trovo sul mio cammino,

io non credo nel destino

ecco perché ogni giorno lotto

per vincere il bisogno che ho,

di dire basta a questo mondo

che mi ha portato via tutto.

 

© Copyright 2019 Raffaele Spera. Allrightsreserved.

 

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Published in: on 25 gennaio 2019 at 18:53  Lascia un commento  
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Si chiama futuro.

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La libertà di vivere,

espressione  dell’essere,

che vive solo con i suoi pensieri.

Unica vera e reale,

è la libertà di essere soli,

con qualcosa che vivi dentro di te.

Tu non hai perso la voglia di essere,

ne quella di amare,

hai solo scelto di trasferire,

il tuo dramma nelle parole,

di vivere nel surreale,

di godere di sguardi,

di scivolare sull’emozioni,

di rinunciare alle passioni.

Una scelta difficile,

dettata dalle proprie considerazioni,

non certo frutto d’immaginazioni.

La vita insegna, non dona,

le scelte sono,

quasi sempre personali,

salvo condizioni improprie,

quindi non parliamo di destino,

se il frutto, delle nostre scelte,

 si chiama futuro.

© Copyright 2014 Raffaele Spera. All rights reserved.

Umiltà.

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Quando ero piccolo, dovevo piangere,

per farmi comprendere,

perché non sapevo ancora parlare,

crescendo, ho associato,

 le lacrime al dolore, delle prime cadute,

del primo ceffone, delle prime paure.

Crescendo, ancora, le lacrime,

 hanno segnato, le mie prime delusioni,

delle mancate effusioni.

Il tempo, non è un balsamo del dolore,

perché quando ho conosciuto l’amore,

 si è associato al colore,

del mio mondo affettivo,

già turbato, nella sua introspettiva,

da una realtà, che non riconoscevo mia,

che mi ha condannato, a una ricerca affannosa,

di una società mai vissuta,

se non nello sguardo incredulo,

dell’altrui visione,

oppure nella mia fantastica … illusione.

Ora ho smesso di sognare,

ma non ho smesso di amare,

vorrei vivere la vita,

come una goccia di purezza,

che travalica i confini dell’anima,

per adagiarsi sul tuo viso,

ne sublima i contorni,

ne segna la traccia,

 rimarcandone la faccia.

Io non godo, del dolore altrui,

non amo, l’amore senza fine,

amo il tempo infinito,

padrone del mio destino,

scomposto in mille gocce,

che si ricompongono, in un grande lago,

che qualcuno non sa descrivere,

ma io ne conosco, la profondità.

Quel lago ha una sede,

quell’acqua, ha un suo potere,

nasce dalle tante lacrime versate,

fonte di dissacrazioni, della realtà,

per dare un nome, alla mia identità,

quel nome, che racchiudo in me,

letto da pochi e schivato da tanti,

 si chiama umiltà.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Un’unica vera realtà.

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Sono solo, in quest’angolo buio,

della mia vita ad ascoltare,

colui che ha voce, per pochi …

vi chiederete chi … il silenzio.

Io non temo di ascoltarlo,

sapevo, che un giorno, sarebbe accaduto.

Si può sfuggire, all’illusione del cambiamento,

asservendosi alla realtà, come forma di viltà,

ma non a quella della verità,

che all’improvviso ti stringe a se,

facendoti quasi soffocare,

non per toglierti il piacere divino,

ne per asservirti al tuo destino,

solo per parlarti, per rimembrarti,

quello che i tuoi occhi vedono,

quello che le tue orecchie ascoltano,

ma non percepiscono,

sono questi, i segnali della vita.

Un abbraccio, un attimo d’intimità,

ti regalano segni della realtà,

ti parlano e tu non ascolti,

ti carezzano, non reagisci,

ti sussurrano parole soavi,

che tu lasci vagare,

per poi lasciarle andare.

Hai paura della novità,

hai paura di soffrire,

ma non hai paura di morire,

vivendo senza amore.

La vita, come puoi tu, rappresentarla,

come potresti dire, di viverla,

se rinunci, alle sue lusinghe,

al suo richiamo, ai suoi … ti amo.

Il mezzo, non sempre è la parola,

per proferire l’amore,

spesso si proietta su di te,

con una luce velata dai perché,

ma ti poni mille domande,

e non vivi l’emozione.

Il suo, non vuole essere,

il canto di una sirena,

quando tu per lei, sei una pena,

un’immagine, d’immane sofferenza,

cui non c’è spazio, per la sua indulgenza.

L’amore si vive e non si comanda,

l’amore si gusta, nel pieno del suo sapore,

nell’attimo in cui il tuo … e il suo umore,

si sposano fra loro, nella calda intimità,

di un’unica vera realtà.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

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