Tu sei tutto quello che non è reale.

 

Tu sei la dispensa piena,

la tavola imbandita, la ricca cantina

la frutta candita.

Tu sei l’universo infinito,

la speranza perduta e poi ritrovata,

la parte dolce della vita.

tu sei la scodella di latte

il biscotto fragrante,

la telefonata amica

il sussurro dell’amante.

Tu sei la vita

il tempo perduto

sei il vissuto

che non ho mai avuto.

Sei l’onda che carezza la sabbia,

la strada che accompagna il passante

l’olio che condona il peccato

la pace che sconfigge la rabbia.

Sei l’infinito oltre l’orizzonte

la porta di accesso oltre il limite,

la scelta difficile

l’impossibile che sa diventare reale.

Sei la voce che udivo di notte

tra lenzuola sudate e preghiere,

sei la luce che abbaglia il mio sguardo

la purezza che arriva in ritardo.

Tu sei la luna nel pozzo

un sogno infranto

un desiderio mai vissuto

l’aurora equatoriale.

Sei il castello di carte che aspetta l’uragano,

il giocattolo rotto che chiede attenzione

il vagone arrugginito di fronte la stazione

la richiesta d’aiuto urlata da lontano.

Tu sei il bisogno di evasione

la libertà di scelta

il sentimento desiderato

la voce di un’anima che grida il mio nome.

Tu sei tutto quello che non è reale.

 

© Copyright 2019 Raffaele Spera. Annamaria Pollina. All rights reserved.

 

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Pensaci

In compagnia del tuo ricordo

guardo la mia vita,

osservo le mie ultime ferite,

quelle lasciate dalla nostra storia

distrutta da un mio errore.

Inutile parlare davanti all’amore,

lui non giudica ma condanna

in nome della sua purezza.

Riconoscere i propri errori

non evita la durezza dei tormenti

ma rinnovo il mio perdonami.

Se ho agito e non ho riflettuto,

se con te ho perduto

la parte più bella della nostra vita,

vissuta alla ricerca di un sentimento di valore.

Io non cerco attenuanti per le lacrime che ho versato,

per i sogni che ho perduto,

per il mio grido di dolore regalato al vento,

mai vissuto un maggior tormento

ma non avrò pace in eterno,

senza il tuo perdono.

Mi hai umiliato con le tue parole,

insultato con la tua morale,

respinto il mio amore,

immolato questa storia mai vissuta

nella sua piena realtà.

Oggi navigo senza meta in un mare di dolore

non cerco isole per approdare

voglio restare in mezzo al mare

perché i sogni, nessuno me li può rubare

e io non posso smettere di sperare

di ritrovare il mio Amore

qui dove la vita l’ha vista nascere …

il suo mare.

Perdonami per il dolore che ti ho dato,

io non ho smesso un attimo

di rinnegare il mio passato,

vorrei esserti accanto

per asciugare le tue lacrime con un mio bacio

dirti che ho sbagliato ma non era voluto.

Perdonami per quanta sofferenza ti ho provocato,

io non ti ho mai tradito

ho solo sbagliato l’uso delle parole

e se vuoi … pensaci.

© Copyright 2018 Raffaele Spera. All rights reserved.

Un perché senza risposta

 

 

Oggi mi sento autore

e voglio creare l’amore,

cerco l’aurora per carpirne il colore,

che stenderò come base

sulla tela della vita,

nulla sarà mai cancellato,

un sorriso, un pianto,

un vagito ed il primo bacio,

nulla verrà dimenticato

ma tutto può essere modificato.

Il dolore può essere annullato,

dopo che si sarà consumato,

lasciate che ogni istante faccia il suo corso

è la vita che lo chiede

padrona della nostra età,

freno delle nostre ambiguità.

Vivere o sognare

sei tu che cedi alle sue lusinghe

dimenticandoti di ogni dato,

lascia che il tutto sia annullato,

da ogni occasione senza ragione,

da ogni istante vissuto e poi perduto,

sei tu la vita,

sei tu il tuo governo,

nulla è scritto in nessun testamento,

il mondo ti appartiene

se riesci a governare la furia di un cavallo,

la lacerazione di un inganno,

un perché senza risposta.

 

© Copyright 2018 Raffaele Spera. All rights reserved

Le primavere della vita

 

Io non gioco con la vita,

seguo i dettami infiniti,

della logica senza limiti,

ma i sentimenti non hanno regole,

sono frutto di tutto quello,

 che abbiamo vissuto e perduto.

Il presente ci rende sereni,

quando lo viviamo come desideriamo,

il futuro ansiosi,

perché vittime dubbiosi.

La certezza va stretta e cercata,

con assoluta fermezza,

perché amare è il solo un modo,

di vivere le primavere della vita.

 

© Copyright 2017 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

I sentimenti sanno creare

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Grido tutto il mio sdegno,

 dove il silenzio,

fa eco con il nulla,

dove ogni parola mi appartiene,

lascio libero i miei sentimenti interiori,

vivo la mia storia,

sulle ali della vita,

esempio di tempo,

 che viaggia verso l’infinito,

oblio di ogni essere che sa.

Viaggia il mio pensiero,

e nessuno mi chiede,

nessuno mi domanda,

ognuno vive la sua identità.

Si giunge spesso,

nella propria vita,

ad un’analisi approfondita,

è il tempo dei ricordi,

dei rimproveri agli errori,

dimenticando che senza,

nessuna verità raggiunge l’innocenza,

vittima prescelta,

 dell’altrui incoerenza.

Spegnersi è la sorte di chi vive,

una sua vita avvolta,

dal mistero della sofferenza,

lecito chiedersi,

doveroso crederci,

a quello che non si ha,

e ciò non significa accettare,

per lottare contro chi non sa amare.

Tutto questo,

 non per riconquistare il perduto,

che lasciamo a chi ha rinunciato,

ma per rinascere e vivere,

quello che la vita ci ha negato,

con qualcuno che sa apprezzare,

quello che i sentimenti sanno creare.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

Supera il perduto

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Vado via, scelgo una strada,

che dia un senso alla mia vita,

prima che la scelta sia finita,

non ho rimpianti del perduto,

se non per i germogli lasciati.

Voglio credere che quello che resta,

del mio residuo tempo,

sia tutto da vivere.

Ho diritto ad una nuova occasione,

tradito nei sentimenti,

violato nella sua anima,

offeso nella morale,

 vago senza luce nel buio,

seguo, come sempre,

 la luce dei miei sentimenti,

 sbiaditi ma non avviliti,

si combatte per vivere,

non si giace per sopravvivere.

La realtà è l’immane verità,

contro cui cozza ogni falsità.

La mia vita ama la sensualità,

espressa da poche, nelle parole,

nei gesti e nell’intimità,

dove ha libero spazio la voluttà.

Nessuna fragranza ha la sua essenza,

nessun desiderio, appaga,

chi ama senza pudori,

perché basta la semplicità,

dell’esser sinceri,

 a dare un senso ad ogni storia.

La vita è fatta dal passato,

ma va vissuta nel presente,

senza considerare,

le lacrime amare,

consegnate al mare,

perché la bellezza del vissuto,

supera il perduto.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

Artefice del mio tormento

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Vivere è la sorte di chi nasce,

ma percorrere l’eremo,

è di chi ha voglia di rinascere.

Io non posso lottare contro il tempo,

ma posso evaderlo,

lasciandolo passare senza intaccare,

la parte più bella di me.

La natura mi ha regalato la bellezza,

la vita la saggezza,

se errore c’è stato,

nell’immolarmi per amore,

io non muterò mai il mio ardore,

soffocando quello che mi spinge,

a fare le mie scelte.

Oggi,  dopo l’esito di un deludente vissuto,

raccolgo i resti di un’esistenza,

vissuta nell’ingenuità dei sensi,

dove scrivo a piene mani,

tutto non è ancora perduto.

Ho la forza di chi è stanca,

di commiserare le sue scelte,

giuste o sbagliate,

ormai sono state vissute.

Alzo gli occhi e guardo,

l’orizzonte dove ogni cosa,

 sfuma nel nulla,

la parte più intensa di ogni perché.

Vivere è la mia gioia,

combattere per vivere … la mia vita,

senza la condizione del tempo,

artefice del mio tormento.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

Per combattere la propria identità

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I fogli di un libro,

si sfogliano lentamente,

e come i pensieri lasciano,

la nostra mente,

quando a guidarli,

non sono gli istinti,

ma le riflessioni,

di chi ha vissuto e perduto,

una parte di se,

lasciata sulla scia della vita.

Guardo le nuvole,

quando mutano in balia del vento,

le osservo e mi accorgo,

che siamo tutti figli  del cambiamento.

La natura ci concepisce,

quando ancor seme di germogli,

riposiamo in terra feconda,

in attesa dell’onda,

 che ci spingerà verso la luce.

La famiglia ci nutre e  cresce,

la vita ci accoglie,

il dolore ci scioglie,

la cultura ci ammonisce,

la realtà ci forgia.

Siamo figli della natura,

madre di ogni era,

dove la poesia vera,

racconta i sogni,

 le illusioni, le aspirazioni,

di chi crede che tutto,

 sia in suo possesso,

ma se credi in te,

puoi vincere anche il tuo Se.

Temi le concezioni,

ataviche e senza fondamento,

di chi narra di una nuova era,

dove gli interpreti,

sono volti noti,

mentre altro non sono,

che meschine giustificazioni,

per trascinarci nell’oblio delle allusioni,

dove le incertezze,

 sono vette definibili,

ed i concetti veri,

hanno un solo fondamento,

ci siamo plasmati ed adattati,

alla vita ed ai suoi mutamenti,

solo dopo aver accettato,

che si vive un giorno della vita,

ogni qual volta,

voliamo lontano dall’infinito,

dove sfumano i pensieri,

gli ardori ed i misteri,

di chi inganna la realtà,

per combattere la propria identità.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved

Nella sua totalità

pioggia d'amore

La mia vita mi costa,
il pagare delle mie scelte,
non sempre volute,
e spesso condizionate,
da ciò che mi circonda.
Vago sulla spiaggia,
sono libero dalle mie scelte,
spogliato dalle mie inibizioni,
mentre la pioggia mi frusta il corpo,
non mi retraggo a cercare un riparo,
voglio vivere la mia verità,
quello per cui sempre ho lottato,
l’unica vera identità,
che sposo senza ingenuità.
Alzo la testa al cielo,
e lascio che la salsedine del mare,
si fonda con quella della mia anima,
che esprime tutto il suo dolore,
davanti alla vastità della natura,
simbolo della vita.
Diamo spesso valore,
a pensieri futili senza domani,
incoraggiando la nostra disperazione,
sostando il nostro interesse,
su di una passione che brucia,
lasciando le sue ceneri al vento,
generatore del nostro tormento.
Adesso sono qui,
oltre il mare che cerco nell’aria,
il sapore perduto,
di un bacio avuto e gustato,
notti d’amore brevi,
dal sapore perduto
nel tratto di vita che mi hai donato.
Guardo l’infinito sperando,
che questo cielo nero,
dia spazio al sole di quest’amore,
celato dalla distanza,
violentato dall’altrui indifferenza,
amato senza confronti.
Amare non è mai comparare,
il presente con il passato,
ma vivere ogni attimo come unico,
perché ciò che non ci appartiene più,
può solo ferirci ma mai ucciderci.
Viviamo questa storia,
senza porci limiti,
espugniamo la rabbia della distanza,
annulliamo la riluttanza,
che ci sfibra e ci spinge,
verso il baratro dell’angoscia,
dove la foschia non ci consente,
di vedere oltre il dovuto,
facendoci temere tutto,
anche il perduto.
Amiamoci senza meta,
ma con un unico sogno,
viverci nel tempo, per tutto il tempo,
che quest’amore vorrà,
nella sua totalità.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

Ormai tutto è perduto

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Vivo del tempo che trovo,
mentre guardo il tramonto,
della mia esistenza,
sfumare verso,
le prime ombre della sera.
Un uomo può lottare,
per cambiare il corso della sua vita,
senza cambiare il letto,
dei fiumi di parole,
che rincorrono le sue idee,
i suoi obbiettivi,
le sue aspirazioni.
Ogni giorno ha una sua storia,
ogni attimo il suo momento,
ogni vita attimi di sgomento,
ma nessuno può governare,
le scelte dettate dal raziocinio,
boia dei sentimenti,
quando ci si abbandona troppo spesso,
ad inutili pentimenti.
Chi ascende guarda la vetta,
e solo chi scende guarda il passato,
perché ormai tutto è perduto.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

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