Eravamo Noi!

Quando ti abbandoni

alle carezze delle lenzuola

mi lasci senza parole.

Lascio il mio sguardo

a rimirare i tuoi confini,

mentre il mio cuore

passa dal trotto al galoppo.

L’amore complice della passione

fa sua questa emozione.

Guardarti mentre riposi

mi ridona il piacere provato

negli abbracci appassionati

dove io e te …

eravamo Noi.

Copyright 2018 Raffaele Spera All Rights reserved

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Sulle ali della libertà

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Voglio carezzare il tuo velluto,

con l’apice delle mie dita,

plasmare con il mio tatto,

il piacere di ogni tuo anfratto.

Soave il tuo gusto,

conturbante il tuo fremere,

ciò che si aspetta con desiderio,

si gode  con passione,

e mai per concessione,

 si vive e si ama condividendo,

ogni turbamento che la vita ci concede.

Ammirare il rosso di un tramonto,

ci porta al mattino di un giorno meno vuoto,

dove gli istanti sono sostituiti da momenti,

dove ogni sguardo ha parole,

che vogliono dire … amore.

Mi hai donato il tuo sorriso,

e ti ho amato in un momento,

mi sono perso nella tua anima,

prima di approdare su quest’isola lontana,

dove il mare carezza i nostri corpi,

liberi da ogni privazione,

danno spazio alla passione,

 di chi ha cercato in ogni momento,

di vivere la sua vita con pause di verità,

fatte da sentimenti senza voluttà.

Voglio declamare  con te,

i comandamenti del piacere.

Il desiderio non opprime …  guida,

un bacio non è mai audace,

la carezza non è un esigenza,

 ma una necessità,

lasciati andare non domandare,

vivi con me questi attimi di vita,

domani questa storia,

potrebbe essere già finita,

godere è un piacere,

quanto il vivere in armonia,

con la propria identità.

Tu sei la mia creta,

e dal nulla voglio creare con te,

la donna della mia verità.

Amare te è una mia esigenza,

viverti è l’assoluta certezza,

nulla può frenare quest’ amore,

 che vuole nascere e vivere ,

sulle ali della libertà.

© Copyright 2015 Raffaele Spera. All rights reserved.

Si chiama futuro.

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La libertà di vivere,

espressione  dell’essere,

che vive solo con i suoi pensieri.

Unica vera e reale,

è la libertà di essere soli,

con qualcosa che vivi dentro di te.

Tu non hai perso la voglia di essere,

ne quella di amare,

hai solo scelto di trasferire,

il tuo dramma nelle parole,

di vivere nel surreale,

di godere di sguardi,

di scivolare sull’emozioni,

di rinunciare alle passioni.

Una scelta difficile,

dettata dalle proprie considerazioni,

non certo frutto d’immaginazioni.

La vita insegna, non dona,

le scelte sono,

quasi sempre personali,

salvo condizioni improprie,

quindi non parliamo di destino,

se il frutto, delle nostre scelte,

 si chiama futuro.

© Copyright 2014 Raffaele Spera. All rights reserved.

L’amore come fonte di vita reale.

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Vorrei librarmi, in alto insieme a te,

vorrei correre, verso i sogni nati da me,

vorrei respirare, l’aria che tu espiri,

 vorrei  rubare, i tuoi pensieri,

vorrei tutto di te, che mi riporti,

vicino ai sogni nascosti,

dalle ali di un gabbiano,

che  si tendevano, nel planare,

carezzando la schiuma del mare,

prima di catturare, l’ignava preda,

il cui unico errore era,

curiosare la superficie della vita.

Oggi sono qui, seduta sugli scogli,

ammiro il volo, degli uccelli,

ammiro il loro librare, planare,

per poi catturare, chi come me, un tempo,

si era avvicinata a te, solo per capire,

cosa volevano dire,

 quei tuoi tenui e dolci sguardi,

quelle tue carezze, sfiorate,

quelle tue labbra, calde, soavi,

che solevi regalare alle mie,

con i giochi sensuali, di una mano virtuale,

che racchiudevi, fra due schiere di torri,

che lasciavano fluire, con gli umori,

a ogni tuo dire … tutto il tuo candore.

Tu ergevi l’amore, come forma di verità,

perché il tuo verbo è quello di amare,

le anime di chi, come me, vuole spaziare,

alla ricerca del piacere,

che tu mi hai presentato,

quanto dolcemente, hai violato,

il mio intimo candore,

regalandomi estasi,  dell’impero del pudore,

cui ho soggiaciuto, tracciata dal tuo umore.

Attimi di serenità assoluta,

sono stata tua e di te ho goduto,

non l’arte dell’amare con le parole,

ma l’amore, come fonte di vita reale.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Il sensuale gioco dei sensi.

Osservare e pensare,

un gesto, un atto, che con un connubio,

unisce due persone, due mondi,

quali … sensazione ed emozioni,

iniziò così, tra noi

sembrava un gioco di sguardi,

dove la sensualità, era nel ritardo

che lasciava l’altro sempre ,

in aurea sospesa.

L’amore, una miscellanea di emozioni,

provate, vissute, da un estasi ben lontana,

dai quei fatidici … dieci secondi finali,

dove il piacere raggiunge la vetta,

per poi volare giù come un’aquila

in picchiata sulla preda.

L’anima tua, è mia, come di contro,

la mia è tua, e insieme si fondono,

e si plasmano fra loro,

nell’assumere, una loro realtà.

Al nostro primo incontro,

il silenzio, la fa da padrone,

mentre carezze e i baci,

giocano con una verità,

che nessuno mai annullerà.

Cerco le tue labbra,

al buio del mio orgoglio,

e con l’indice bagnato, del tuo ardore,

scivolo con dolcezza,

a rivelarne la tenerezza, e i limiti,

mentre il mio sguardo,

s’inebria della loro bellezza,

inizia così … il sensuale gioco dei sensi.

© Copyright 2012 Raffaele Spera. All rights reserved.

Ancora per poco!

 

Sono ancora qui, a osservare,

queste righe, che si materializzano,

alla fievole luce serale,

sono parole che nascono dal mio cuore,

e vanno dritte al tuo,

che tu leggi, per poi ascoltare nel silenzio.

Viviamo, nei pochi attimi rubati,

agli sguardi di chi non crede,

di chi giudica, per colpire,

di chi c’invidia questo sentimento.

Nessuno di questi,

comprese le nostre realtà,

potrà mai capire,

che la forza che ci attrae,

è troppo forte per domarla,

troppo intensa per annullarla.

Nessuno c’impedirà,

di vivere, questo sentimento,

nel modo che lui vorrà.

Noi siamo solo e semplicemente,

due anime che vivono una realtà,

che non possono e non vogliono negare,

che amano rifugiarsi,

fra le loro braccia,

anche se per pochi attimi,

per sussurrarsi . . .

la forza c’è, il desiderio cresce,

la realtà ci frena . . .

speriamo, ancora per poco!

© Copyright 2010 Raffaele Spera. All rights reserved.

Concedimi di amarti cosi, nella realtà!

Sono qui, disteso sui miei pensieri,

a violare l’impossibile, attraverso un sogno,

che mi regalerà una pausa di libertà.

Le mie labbra che sfiorano le tue,

mentre una punta morbida,

gioca sui loro contorni,

prima di gustarne l’umore,

giocando a violare il virtuale,

sino a quando, il gusto dell’umore,

non gli riconosce, il sapore del piacere.

Le due punte si divertono fra loro,

 a cercarsi, rincorrersi, per poi avvolgersi

sino all’apice del dolore … piacere.

Il distacco è un temporaneo dispiacere,

perché un fremito, risorge dall’intimità,

sfiorato con la delicatezza di una piuma

e la voluttà dei sensi,

abilmente richiamati al gioco,

cercato, voluto, atteso

dove il consenso non si chiede

ma si conquista sulle vette delle colline,

alle cui sommità, spiccano,

erti e rigide per il piacere,

due piccole carnose antenne,

frementi al passaggio,

educate alla carezza,

di chi abilmente bussa alla porta della vita.

Un tocco dolce, delicato, quasi sfiorato,

in attesa di una risposta suadente.

Un gioco intimo che non attende l’attesa

e rivolge le su attenzioni, all’altro versante,

senza trascurare nessun istante,

tastando, e tracciando con l’umore,

quasi a sancire il territorio violato,

in attesa che il corpo dell’amata,

si conceda alla passione, esponendo all’ardore,

ogni suo singolo e pregiato umore.

Le parole sono state sostituite dagli sguardi,

che hanno carezzato la scena,

 senza offendere con la sosta,

con l’udito, che ha vissuto dei suoi gemiti,

con l’olfatto, che s’inebriato dei profumi,

che il corpo dell’amata, liberava a ogni tratto

e infine dal tatto, quando arcuandosi si prestava,

e il suo amato invitava, a prendere possesso

della sua purezza, come offerta alla sua gentilezza.

Nel sogno ti ho avuta ma non ti ho goduta,

in verità … concedimi di amarti cosi, nella realtà!

© Copyright 2012 Raffaele Spera. All rights reserved.

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