Oltre i limiti del mio tempo

Voglio volare lassù,

alla ricerca della mia visione della vita,

dove si perdono i miei pensieri,

inutili creature lasciate senza una realtà

alla prese con la loro verità.

Io alzo gli occhi e guardo

non ho timore di ferirmi,

io non sono un fiore, non posso appassirmi,

voglio volare oltre le note stanche,

cavalcare i ricordi

far mio ogni istante che la vita mi dona.

Pago il prezzo dovuto ma non muto,

io so chi sono e non saprò

mai nulla di ciò che non vivrò,

ecco perché ostinatamente combatto

la viltà e l’oltraggio

di chi offende i miei pensieri

per catturare la parte più bella di me.

Io appartengo al mio pensiero

che ha scelto di volare oltre i limiti del mio tempo.

© Copyright 2019 Raffaele Spera. All rights reserved.

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La menzogna è il frutto della viltà

Eterno è il pensiero,

che dimora,

 dove tutto nasce e muore.

Inutile illudersi,

 di nascondere il vero,

seguace del tempo,

irriducibilmente in fermento,

non accetta restrizioni,

vive di rispetto e considerazioni,

si ribella a tutto quello,

che vuole annullarlo.

Ipocrita è chi mente,

illude se stesso,

dimenticando che ogni cosa,

 che nasce muore,

ma il pensiero non è tale,

articolato in parole,

come l’eco rimbomba nel silenzio,

dove è stato relegato,

per giungere a verità.

La menzogna è il frutto della viltà.

 

© Copyright 2017 Raffaele Spera. All rights reserved

 

Sarà la verità

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Ho perso il diritto alla vita,

un sogno realizzato,

durante il mio vissuto,

alla ricerca di un senso,

 alla mia realtà.

Ho bisogno di credere,

per poter capire,

che il vivere,

è solo una lacrima,

che nulla porta via,

se non il mio dolore interiore.

Si è fatta strada la solitudine,

qualcosa d’inutile,

perché ruba i miei sentimenti,

privandomi di amare …

chi non rinuncerà mai all’amore.

Voglio realizzare,

 che i sogni sono i bisogni,

 di chi non reagisce,

di chi si avvilisce,

davanti alla sua inerzia.

Arrendersi è perdersi!

Se vogliamo vincere,

 la paura di sbagliare,

non potremo mai amare.

Cerchiamo di combattere,

contro chi si oppone,

alla nostra serenità,

con la sua arroganza e la sua viltà,

perché non sa accettare,

che scaricare le proprie colpe,

sulle bugie senza senso,

dimenticando che ciò che il tempo,

mai cancellerà … sarà la verità.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

La sua identità

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Sospeso, come una piuma,

in balia del vento,

mentre un sottile legame,

ancora ci unisce alla vita,

questa l’immagine indefinita,

di quello che viviamo,

nel nostro mondo,

lontano dai sogni e dalla realtà.

Siamo nati senza viltà,

legati alla vita attraverso un cordone …

ci ha nutrito e carezzato,

una sorta di protezione,

avvolti da un tiepido calore,

dove navigavano i nostri umori.

La vita ci ha spinto nella vita,

la luce ha violato,

le nostre tenebre,

ormai soli ed in balia del tempo,

scandivamo i nostri passi,

tra un vagito ed un godimento.

Una sorta di forza ci spinto lontano,

 ma solo per un attimo,

il profumo di lei,

la nostra prima carezza,

dalle sue mani,

poi il sapore del suo calore,

hanno invaso la nostra bocca,

saziando il nostro dolore,

con il piacere di un gusto,

 mai conosciuto ma riconosciuto,

dalla vita che ci ha separato,

 da un grembo morbido,

e privo di tormento,

in un mondo nuovo,

dove se non chiedi non hai,

se non conquisti fai parte,

di coloro che appartengono,

al passato cui restano legati,

perché chi non ha,

 il coraggio delle sue scelte,

non miete vittime,

è vittima di se stesso,

delle sue paure, delle sue angosce,

delle sue incertezze.

La vita appartiene a chi non gioca,

con i sentimenti altrui,

ma combatte per la sua identità.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

Un attimo vissuto e lasciato al vento

CLESSIDRA

Volano le pagine del mio libro,
la mia penna non scrive più,
la mia mano è stanca,
di lanciare messaggi,
guardo in faccia la realtà,
e realizzo che nulla più, ho da fare,
solo arrendermi ed aspettare,
che l’ultimo granello della clessidra,
raggiunga il suo deserto.
Se ogni granello è un pensiero,
la mia non ne ha più,
esaurendo le speranze,
ho ucciso l’illusione,
quella di un essere,
che gridava al tempo,
tutto il suo tormento,
per non aver mai vissuto,
ma solo offerto all’altrui,
ogni piacimento.
Se vivere è assistere alla propria,
sconfitta morale,
al suicidio dei sentimenti,
non sull’altare dei pentimenti,
ma contro chi non sa capire,
che vivere non è assorgere,
alle prime luci del mattino,
una maschera nuova,
con l’impronta del sorriso.
Vivere è godere ogni attimo,
di compiacersi per la propria realtà,
non sperare che qualcosa accada,
e questo non è segno di viltà,
per chi ha combattuto contro l’ipocrisia,
di coloro che gli sono stati accanto,
solo per soddisfare la loro bramosia.
Vivere è la storia senza tempo,
di chi ha fatto del momento,
un attimo vissuto e lasciato al vento.

La Serenità

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Un giorno inizierete a muovere i primi passi, nella vostra vita in un ambiente familiare, e la paura frenerà ogni vostro gesto sebbene l’incoscienza dell’età vi porterà a fare cose che non capirete, ma la vita va avanti e quando crescete, ricordatevi che da piccolo ogni volta che cadevate, non sempre c’era una mano affettuosa a vostro sostegno, spesso vi alzavate da soli e riprovavate a muovere i passi, con più sicurezza cercando di mantenere l’equilibrio, difficile per l’età e per la maturità degli apparati e delle strutture interessate.

Oggi, che di acqua di acqua sotto i ponti ne è passata, se avete ancora paura di muovere i vostri passi alla scoperta di un mondo diverso da quello in cui vivete o meglio vegetate, allora radicate nella mediocrità in cui, volutamente, vi siete arenati perché solo chi non teme di scoprire, di vivere, di soffrire potrà mai capire che la serenità non è una tappa della vita ma un suo traguardo e si sa che per raggiungere il traguardo, bisogna fare un percorso, arduo o meno, dissimile da tutti non importa ma vi accomuna che è fatto di tappe, dove vince chi lotta per quello in cui crede, aspira senza mai girarsi indietro a guardare il suo passato, che ormai non ha nessun valore … la vita è davanti a te se l’attuale non ti soddisfa … alzati e vai avanti.

Il coraggio di cambiare è di pochi mentre la viltà di vegetare è di tanti.

 

© Copyright 2015 Raffaele Spera. All rights reserved.

La fine dell’amore.

 

 tristezza

Io rifletto il tuo pensiero,

e vivo, pensando,

a quello che non riesco vivere.

Ascolto le sue urla e

stringo, il mio dolore,

nella morsa dell’orrore.

Mentre cammino mi fermo e

mi volgo, cercando l’orizzonte,

che sfugge al mio sguardo,

allungandosi sempre più,

acuendo così,  la mia sofferenza,

che non vede la fine di tale penitenza.

Ti accorgi dei valori e li distingui,

dagli amori, solo quando,

hai maturato, della vita,

le pieghe, dove si vive il dolore.

Ti culli nei ricordi, sperando che …

essi risollevino, la parte di te,

che giace in caduta libera,

di fronte, ai tuoi tanti perché.

Le risposte,

sono la conseguenza, di una domanda,

anche se spesso,

 non è quella che speravamo.

Allora non ci resta,

che smettere, di vivere di ricordi,

affrontare la realtà, senza rinnegarla,

e scegliere la verità, come forma di repulsione,

nei confronti della viltà,

nel rinnegare la sincerità,

di chi professa i suoi sentimenti,

con estrema libertà,

non essendo, ne giudice, ne fautore di libertà.

La libertà, fantasticamente, ha ali proprie,

ma il vero, non asserti al dovere,

di vivere senza chiedere.

Colui, che ama, dona alla sua amata,

e da lei non chiede, se è ricambiato.

Se mendica, le più piccole effusioni,

se mendica le più banali carezze,

si asserti alla bugia mendace,

se colei che ama,

non è d’amor capace,

di donare senza chiedere,

 se non con il piacere di amare,

e condividere l’altrui dolore.

Amare è il verbo della coesione,

non dell’indecisione.

 Amare è l’esercizio della coerenza,

dei sentimenti e non della condanna,

ai mendaci pentimenti,

per non aver osato confessare,

la fine dell’amore.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Un’unica vera realtà.

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Sono solo, in quest’angolo buio,

della mia vita ad ascoltare,

colui che ha voce, per pochi …

vi chiederete chi … il silenzio.

Io non temo di ascoltarlo,

sapevo, che un giorno, sarebbe accaduto.

Si può sfuggire, all’illusione del cambiamento,

asservendosi alla realtà, come forma di viltà,

ma non a quella della verità,

che all’improvviso ti stringe a se,

facendoti quasi soffocare,

non per toglierti il piacere divino,

ne per asservirti al tuo destino,

solo per parlarti, per rimembrarti,

quello che i tuoi occhi vedono,

quello che le tue orecchie ascoltano,

ma non percepiscono,

sono questi, i segnali della vita.

Un abbraccio, un attimo d’intimità,

ti regalano segni della realtà,

ti parlano e tu non ascolti,

ti carezzano, non reagisci,

ti sussurrano parole soavi,

che tu lasci vagare,

per poi lasciarle andare.

Hai paura della novità,

hai paura di soffrire,

ma non hai paura di morire,

vivendo senza amore.

La vita, come puoi tu, rappresentarla,

come potresti dire, di viverla,

se rinunci, alle sue lusinghe,

al suo richiamo, ai suoi … ti amo.

Il mezzo, non sempre è la parola,

per proferire l’amore,

spesso si proietta su di te,

con una luce velata dai perché,

ma ti poni mille domande,

e non vivi l’emozione.

Il suo, non vuole essere,

il canto di una sirena,

quando tu per lei, sei una pena,

un’immagine, d’immane sofferenza,

cui non c’è spazio, per la sua indulgenza.

L’amore si vive e non si comanda,

l’amore si gusta, nel pieno del suo sapore,

nell’attimo in cui il tuo … e il suo umore,

si sposano fra loro, nella calda intimità,

di un’unica vera realtà.

© Copyright 2013 Raffaele Spera. All rights reserved.

Verso il tuo angelico viso.

Una nota dietro l’altra,

un attimo di sosta,

e la musica della vita, riprende,

così, dopo ogni delusione,

la vita di ogni essere ricomincia,

facendo, tesoro dell’errore.

Ormai nessuno più sa,

dove esiste la verità del giusto,

e l’ignominia dell’ingiusto.

A me manca il desiderio,

quale carezza costante, sulla mia pelle,

di un amore sincero,

ma è un male comune, a questa umanità,

che non conosce l’altrui viltà,

di desiderare senza, il piacere di dare.

La natura umana è ingrata e strana,

sempre aperta nel prendere,

spesso costretta nel donare,

ma mai con amore sincero.

Un’altra luna oscurerà il sole,

e quest’umanità non colmerà,

il vuoto, che la separa dalla viltà,

di capire che nulla,

è più forte dell’amore,

nulla è più vero dell’amore,

nulla ti da le emozioni, di un sentimento,

che di umano ha tutto.

Cieco e folle nelle scelte,

vivo nell’espressione,

forte nel possesso,

dolce nell’approccio,

elegante nell’amplesso,

incerto nell’affermazione,

della propria identità.

Chi non riconosce,

a questo sentimento, la lealtà,

non ha diritto alla sua verità.

Amare, non è il giogo dei corpi,

asserti al ruolo di piacere,

amare è l’affermazione della verità,

come volontà di vita.

Solo chi ama sa,

che non c’è fine all’orizzonte,

quando lo sguardo e volto,

verso, il tuo angelico viso.

© Copyright 2012 Raffaele Spera. All rights reserved.

Chi si nasconde dietro la verità!

Raffaele Spera, la poesia che coglie attimo per attimo l’aspetto contrastante del tempo e della vita, rivolgendo lo sguardo a una verità interiore per tutti noi affannata e misteriosa si propone con parole a noi non sconosciute come la sofferenza! Un linguaggio, una risposta al nostro vivere. Le contraddizioni, le attese dei nostri desideri. L’immaginare, una vita costruita sui valori dell’Amore, quella spina di grano che nasce, vive in un campo di papaveri, unico è il cammino. Siamo come un treno che ferma a ogni stazione prendendo dalla vita, ciò che appare migliore con una pia illusione che tutto ciò che tocchiamo sentiamo, sia giusto in quel momento viverla in qualsiasi modo. Nulla di sbagliato! Tutto si porta con se, anche le più piccole cose a volte sofferte, conquistate con fatica e dolore. La vita è una porta aperta alla sofferenza. Le nostre insoddisfazioni sono infinite il cammino è affollato da mille emozioni, contraddizioni che ci attanagliano inconsapevolmente, nel peggiore dei casi è pensare che tutto sia ben fatto. La vita e il tempo sono i padroni, assoluti, delle nostra vita. I silenzi, la sofferenza, il tempo, le domande che c’inseguono, sono confusione non ordine. Dovremmo imparare a vivere il nostro disordine, imparando a non costruire, castelli di carta a nostra immagine, ma costruire sulle nostre paure, mura fortificate dal coraggio. La voglia di vivere il tempo sono lacrime avvolte nel silenzio dei nostri sentimenti. Ricca di metafore e stupende, come sempre, le sue poesie.

Juliette Joli

Ho imparato che non sempre,

amare è dato, dal solo dare.

Ho imparato, a pagare la sofferenza,

con la mia indulgenza,

e a reprimere il mio amore,

perché a nulla serve gridare,

la verità, a chi si rifugia nella sua viltà.

Ho imparato negli anni, il valore del tempo,

non quello quantificato, ne quello misurato,

ma quello pagato nel silenzio,

In compagnia del proprio dolore,

Inerme, davanti a chi vede scorrere,

e soggiacere alle sue paure, Il suo ardore.

Ho imparato a tacere,

quando ho capito, quanto possa far male,

parlare dei sentimenti …

a chi non ha alcun intendimento,

della parola amore.

Ho imparato a non mendicare,

perché non è espressione d’amore.

Ho imparato che la vita è solo un illusione

e che i sogni, li vivi solo nel sonno,

perché nella realtà, devi combattere contro la viltà,

di chi si nasconde dietro la verità.

© Copyright 2012 Raffaele Spera. All rights reserved.

Published in: on 25 luglio 2012 at 14:43  Comments (1)  
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