Lasciami andare

Ti ho stretto le mani e chiesto perdono,

nessuna colpa era stata commessa

solo accuse date con fermezza,

mi sono scusato per un danno arrecato,

niente era stato fatto e voluto

ma tutto era stato affermato.

L’innocenza è stata scherno comune,

un colibrì senza fiori muore

così senza fiducia l’amore,

tu mi hai stritolato l’anima

 e senza parlare

 mi hai detto …

se tu vivi per me

lasciami andare.

Ho chiuso il mio amore nei ricordi del cassetto

per dimostrarti il mio rispetto.

© Copyright 2018 Raffaele Spera. All rights reserved.

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Ogni attimo attimo di verità

nevesahara

Non riesco a non ammirare,

il nascere della vita,

che vibra sulle tue parole,

sillabate con ardore.

Mentre vivo dei tuoi sospiri,

mi nutro delle tue parole,

godo delle tue carezze,

instancabili come le mie incertezze.

Tutto è ancora una volta un sogno!

La strada che ho percorso,

lastricata dalla delusioni,

è stata la mia prigione,

dove ho incantenato,

per l’altrui volere,

i miei desideri,

tradendo la mia voglia di volare,

oltre le semplici parole,

creando dal nulla,

un senso ai miei tanti perché.

Oggi solo con i miei ricordi,

vivo del mio presente,

cercando di non confondere,

la tristezza dell’abbandono,

da me voluto come scelta dovuta,

con la severità di un nuovo amore,

che vuole l’anima mia,

legata ai dubbi delle verità mancate,

delle bugie nascoste,

delle speranze deluse.

Un giorno la neve potrebbe,

cadere sulle rosse dune,

arse dal sole,

 bruciate dall’assenza di vita.

La mia anima è quel deserto,

la neve è l’impossibile reale,

la vita bruciata, sono gli anni vissuti.

Oggi ho con me una dura realtà,

che ogni giorno lapida la mia morale,

per costringerla ad accettare,

che non si può vivere di sogni,

ne di chi professa amore,

senza convivere nella tua realtà,

ogni attimo di verità.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

Concedimi di amarti cosi, nella realtà!

Sono qui, disteso sui miei pensieri,

a violare l’impossibile, attraverso un sogno,

che mi regalerà una pausa di libertà.

Le mie labbra che sfiorano le tue,

mentre una punta morbida,

gioca sui loro contorni,

prima di gustarne l’umore,

giocando a violare il virtuale,

sino a quando, il gusto dell’umore,

non gli riconosce, il sapore del piacere.

Le due punte si divertono fra loro,

 a cercarsi, rincorrersi, per poi avvolgersi

sino all’apice del dolore … piacere.

Il distacco è un temporaneo dispiacere,

perché un fremito, risorge dall’intimità,

sfiorato con la delicatezza di una piuma

e la voluttà dei sensi,

abilmente richiamati al gioco,

cercato, voluto, atteso

dove il consenso non si chiede

ma si conquista sulle vette delle colline,

alle cui sommità, spiccano,

erti e rigide per il piacere,

due piccole carnose antenne,

frementi al passaggio,

educate alla carezza,

di chi abilmente bussa alla porta della vita.

Un tocco dolce, delicato, quasi sfiorato,

in attesa di una risposta suadente.

Un gioco intimo che non attende l’attesa

e rivolge le su attenzioni, all’altro versante,

senza trascurare nessun istante,

tastando, e tracciando con l’umore,

quasi a sancire il territorio violato,

in attesa che il corpo dell’amata,

si conceda alla passione, esponendo all’ardore,

ogni suo singolo e pregiato umore.

Le parole sono state sostituite dagli sguardi,

che hanno carezzato la scena,

 senza offendere con la sosta,

con l’udito, che ha vissuto dei suoi gemiti,

con l’olfatto, che s’inebriato dei profumi,

che il corpo dell’amata, liberava a ogni tratto

e infine dal tatto, quando arcuandosi si prestava,

e il suo amato invitava, a prendere possesso

della sua purezza, come offerta alla sua gentilezza.

Nel sogno ti ho avuta ma non ti ho goduta,

in verità … concedimi di amarti cosi, nella realtà!

© Copyright 2012 Raffaele Spera. All rights reserved.

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