La tua vita alla mia

Il tempo mi ha trasformato,

la tua vivacità contagiato,

sentirti vivere e crescere in me

è stata la consacrazione

della mia adorazione.

Nove mesi di attesa,

hanno maturato

la mia rinascita,

il tuo primo vagito

mi ha realizzato mamma,

ma quando ti ho avuto

tra le mie braccia,

avidamente e ansimante

hai cercato le mie mammelle,

per darmi il tuo primo bacio.

Amore la mia prima parola,

sentire il mio nutrimento

fluire nella tua bocca,

mentre le tue dolci labbra

succhiavano generosamente

dal mio capezzolo,

mi ha donato un immenso piacere,

espressione dell’amore

che giorno dopo giorno

univa la tua vita alla mia.

 

Copyright 2018 Raffaele Spera All Rights reserved

 

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Eravamo Noi!

Quando ti abbandoni

alle carezze delle lenzuola

mi lasci senza parole.

Lascio il mio sguardo

a rimirare i tuoi confini,

mentre il mio cuore

passa dal trotto al galoppo.

L’amore complice della passione

fa sua questa emozione.

Guardarti mentre riposi

mi ridona il piacere provato

negli abbracci appassionati

dove io e te …

eravamo Noi.

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Abbiamo una sola possibilità per conoscere la felicità

Cammino sfiorando le nuvole

con i miei pensieri,

volo oltre il mio Io

alla ricerca profonda di me.

Tappa dopo tappa m’interrogo

su quanto ho già vissuto

raccolgo quello che resta del mio Se,

ancora pulsa e vibra

ancora si emoziona ad ogni visione,

lui non si pone domande

vive l’istante,

terso, ombrato, incupito,

non importa, lui vive della vita.

Meglio non porsi domande,

giusto è credere in ideali,

senza la ricerca di conferma.

Apriamo la nostra anima,

scopriamo cosa pulsa oltre il nostro cuore

non confondiamo l’amore con il piacere,

la vita è un essenza che si dimentica con l’assenza,

viviamo di quello che incontriamo,

oltre ogni montagna c’è un mondo

oltre il mare una nuova terra

ma la nostra vita resta una sola

valida per un tempo

oltre non ci saranno che i nostri ricordi

vissuti da chi ci ha amato e capiti.

Restami accanto e non temere

il difficile è quotidiano,

il godere è effimero,

l’ardore dura una manciata di secondi,

tutto quello che si prova si rinnova.

Vivilo ogni volta come la prima

e capirai il senso di un inutile domanda

non cercare certezze

unica è sola è sempre la stessa.

Abbiamo una sola possibilità per conoscere la felicità.

 

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la conoscenza dell’amore

 

Voglio essere tua …

non oggetto di desiderio,

ma sfumatura di un colore,

quello che riconosci nell’ardore.

Abbracciami senza timore,

amami senza pudore,

vivimi senza costrizioni

la mia vita è nelle tue mani,

segui la strada che è in me,

lei ti porta alle porte della vita

definizione insolita,

ma reale coincidenza,

 dove il piacere riconosce la speranza.

Vivimi gustando i miei umori,

lascia che un petalo,

carezzi le mie labbra,

prima di adagiare le tue,

sulla strada che unirà

il mio corpo al tuo.

Ama con il candore,

godi di ogni attimo d’amore,

la vita è solo l’essenza,

di un mondo che non conosci

perché riconoscersi,

senza amarsi è solo un sogno

di chi s’illude che innamorarsi

è la conoscenza dell’amore.

 

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E’ provare

Rubo spazio al tempo,

per godere di questo momento,

liberi dai nostri pudori,

ci dedichiamo alla conoscenza,

della nostra avvenenza.

Ogni corpo esprime il suo piacere,

in un modo particolare,

la bellezza è la scoperta,

di una nuova forma di gioia,

che va oltre i confini,

del semplice godere.

Se vuoi danzare per incontrare,

la nuova fonte della vita,

non temere di scoprire,

qualcosa di tuo che non teme l’ardire.

Lascia che sia solo il mio indice,

a indicarti la strada,

ogni volta che ti sfiora,

conoscerai una sorgente,

di cosa lo scoprirai se lo vivrai.

Iniziamo ma sappi che è bandito l’esitiamo,

se hai il coraggio di vivere,

una nuova esperienza d’amare,

lasciati andare alla mia voce,

che ti condurrà sui sentieri,

più ardui della sensualità.

Aspetto un tuo semplice assenso,

che puoi esprime come vuoi,

basta che lasci parlare il tuo corpo,

dove racchiudi tutti i tuoi desideri,

blindati dai sommi dogma,

del tuo credere di sapere,

che innesca la paura del temere.

Se vuoi amare l’impossibile reale,

devi imparare che il limite nell’osare,

è provare …

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Tutte ancora da vivere

Ora che sono solo,

in compagnia della musica,

su cui scivolano i miei pensieri,

che s’immergono lentamente,

nel mare del piacere.

La luce fioca ha l’aspetto di un velo,

che copre per scoprire,

la tua stupenda sensualità,

allungo la mia mano e raccolgo,

un piccolo icerberg,

che lascio scivolare,

giù verso la tua valle,

per farti conoscere nuove sorti,

dell’amore misto al piacere.

Abbiamo giocato spesso,

con i nostri sensi,

per scoprire il gusto sconosciuto,

perché il monotono,

non ci appaga più.

Amare te è una continua scoperta,

delle vesti di quest’amore,

vissuto in una dimensione,

in cui le parole la fanno da padrone,

mentre si organizza l’azione,

più suadente anche se terminale,

in cui oso violare la tua intimità,

che ogni volta è per me la prima.

Ecco perché amo te … una donna,

che ha in se tante altre donne,

tutte ancora da vivere.

 

 

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Sei presente nella mia oscurità

 

 

 

Vivevo del tuo respiro,

e senza tuoi baci,

la mia vita è finita.

Ecco il mio dramma,

cosa ne sarà di te,

oggi che non sei più con me.

Ieri parlavo d’amore,

oggi rincorro i pensieri,

cavalco la tua assenza,

non con assoluta indifferenza,

vorrei stringerti ma non sei più mia,

appartieni a te,

unica verità del tuo Se.

Questo è l’amore che vuoi per me,

mi chiedi se io sono sereno,

ma tu eri l’autrice del mio sorriso,

quando mi rubavi il viso,

dopo un abbraccio dolce e reale,

dove le mie mani scivolavano,

 lungo la tua vita,

per confondersi nel tuo piacere,

mentre tu accarezzavi il mio potere.

Ti vorrei ma non ci sei e mai ci sarai,

tu non saprai mai più,

che essere donna è la verità,

che un uomo senza età,

ti ha regalato per un tratto della tua vita.

Tu non sei una rondine,

 che torna ad ogni primavera,

ora vivi nella tua identità,

ma sei presente nella mia oscurità.

 

© Copyright 2017 Raffaele Spera. All rights reserved.

Senza il piacere di vivere

Si dice che il tempo,

sia la clessidra della vita,

e dovremmo prendere atto,

che così deve essere la nostra vita,

ciò che è finito, può ricominciare.

Ma c’è un passato,

che non torna più,

che non si chiama solo gioventù,

ha tanti aspetti il vissuto,

ha tante immagini assenti,

ma mai accettare che tutto sia perduto,

sarebbe l’accettazione della falsità.

La realtà insegna la verità,

impariamo presto che vivere,

ha una sola certezza,

e tante asprezze.

Sappiamo che nulla è eterno,

se non il silenzio del nulla,

 dopo la morte del corpo,

se accettiamo di vivere con il sorriso,

acconsentiamo di morire senza lacrime.

La vita con tutte le sue amarezze,

ha tanti momenti di tenerezze,

goderli è un obbligo,

viverli un impegno,

ma abbandonare la lotta a favore,

di chi non crede nell’amore,

vuol dire chiedere di morire,

senza il piacere di vivere.

© Copyright 2017 Raffaele Spera. All rights reserved.

Il piacere all’acme del godere

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Scivola giù come una goccia,

non avere fretta di raggiungere,

la meta finita,

scivola carezzando,

senza spingere,

 ma non senza osare.

Lascia respirare il mio corpo,

amarti è  vivere … donarti.

I sogni sono le realtà,

che si rifuggono tra i veli della notte,

ma nessuno ha mai sancito ,

quello non dichiarato,

 se vuoi godere di ogni tuo atto,

vivi ogni tuo attimo,

perché chi ha paura di volare,

non potrà mai amare,

senza confondere il senso con i sensi.

La natura dell’essere,

è sempre quella di seguire,

le proprie idee,

per raggiungere il proprio avvenire.

Scorri seguendo gli angoli,

la goccia che dall’alto cade,

giù si raccoglie,

non ha una strada per finire la via,

sormonta senza pudore,

ogni pianura ed ogni collina,

prima di confluire,

in quella strana flessura,

dove due mete di carne,

indicano l’arcano,

il piacere non umano,

dove si sosta il giusto tempo,

preparando il godere del tormento,

dove la strada ormai è appagata,

il piacere non è dovere.

Chi ama dona mentre l’amato,

appaga chi ha donato,

di se ogni anfratto,

cedendo il piacere all’acme del godere.

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All’insegna del dolore interiore

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Un estate vola via,

e con essa la vita mia,

portando con se,

 qualcosa di me.

Un attimo del tempo,

 una pausa della vita,

il mistero più grande,

di questa realtà infinita.

Cerchiamo risposte,

ai nostri errori,

ma non  poniamo limiti,

ai nostri dolori,

ogni volta che affrontiamo la conoscenza,

schiava della reminiscenza.

Vorrei vivere per amare e gioire,

senza correre fra gli anfratti della falsità,

dove in nome dell’estremo,

tutto ci appare sereno.

Confondiamo il sesso con il piacere,

i sentimenti con gli avvenimenti,

senza gioire della scoperta,

di una nuova storia,

dove la vera gloria,

non è il vivere l’amore senza rigore,

senza progetti e mete,

che ne inficiano il potere,

ma di far rinascere ciò che non muore,

quando una storia si chiude,

all’insegna del  dolore interiore.

© Copyright 2016 Raffaele Spera. All rights reserved.

 

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